Manifesti pro-vita. Morgagni (Forlì e Co): “Zattini tace. Una giunta ideologica e autoreferenziale”

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(Sesto Potere) – Forlì – 18 gennaio 2021 – nei giorni scorsi era intervenuto anche Federico Morgagni, capogruppo di “Forlì e Co.” (nella foto in alto) a stigmatizzare la presenza di manifesti della associazione “Pro Vita e Famiglia” , che alludono alla nocività della pillola RU 486, nella città di Forlì. Un cartello di associazioni, circoli e sindacati, ed anche alcune le stesse forze politiche di sinistra ne hanno chiesto la rimozione. Oggi in consiglio comunale l’Assessora alle Pari Opportunità, Andrea Cintorino, ha sostanzialmente giustificato la decisione della giunta di Forlì di non rimuovere i manifesti  in ossequio al principio della laicità dello Stato e della libertà di espressione.

Morgagni bolla i manifesti della associazione “Pro Vita e Famiglia” come veicolo di “un messaggio violento e aggressivo contro tutte le donne e il corpo femminile” che diffonde “menzogne sulla pillola RU 486, un farmaco da tempo approvato dall’AIFA e correntemente utilizzato nel nostro Paese.

“Li lasciamo perché siamo per la laicità dello Stato”: con questa bizzarra argomentazione, l’Assessora alle Pari Opportunità ha giustificato oggi in Consiglio la decisione dell’Amministrazione. Dopo questa strana teorizzazione, l’Assessora si è avventurata in un elogio della libertà di parola e pensiero che avrebbe fatto la gioia di un liberale cavouriano. Un netto miglioramento, certo, per le usuali posizioni della Lega, adusa ad esprimere il proprio sostegno ad autocrati come Putin o Orban e tuttora guidata da un leader politico che, da Ministro degli Interni, era solito far schedare o allontanare dalla Polizia dimostranti e oppositori. Peccato che questo sfoggio di costituzionalismo liberale cada del tutto a sproposito. Nella fattispecie, infatti, non c’è nessun diritto alla libertà di parola da tutelare, ma semmai da difendere la reputazione e l’integrità di tutti coloro che sono calunniati dalle menzogne contenute nei manifesti: l’azienda che ha prodotto il farmaco, l’AIFA che l’ha autorizzato, il Ministero della Salute, l’USL, i medici che lo prescrivono, tutti esposti al pubblico ludibrio “avvelenatori”: evidenzia il capogruppo di “Forlì e Co.”.

“E così, di fronte ad una vicenda che finirà certamente in tribunale, il Comune di Forlì sceglie la via di continuare a permettere l’affissione di manifesti falsi, antiscientifici e negazionisti, chiarendo ancora una volta -al di là di qualche frase di circostanza- le simpatie regressive e avverse alle libertà civili dei suoi amministratori. Comunque, se non altro, l’Assessora ha risposto. Il Sindaco “di tutti i cittadini” (??), cui era stato esplicitamente chiesto perché non si fosse sentito in dovere di rispondere alle 31 associazioni che il 29 dicembre scorso gli avevano scritto per chiedere la rimozione dei manifesti, non ha ritenuto nemmeno di prendere la parola in Consiglio per motivare questo silenzio. L’ennesima prova, purtroppo, di un’Amministrazione ideologica e autoreferenziale, che è pronta ad interloquire solo con i propri sostenitori e con chi ne osanna l’operato, mentre gli altri cittadini non meritano nemmeno il tempo di una risposta”: conclude Federico Morgagni.