Mancanza di personale. Bevilacqua (Ugl Emilia-Romagna): “Portare nel Patto regionale del lavoro Neet e Mismatch”

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(Sesto Potere) – Bologna – 17 febbraio 2020 – Al Nord, soprattutto nelle regioni del Nordest le imprese continuano a trovare molte difficoltà nel reperire personale, soprattutto qualificato.

L’ultima indagine elaborata dalla Cgia di Mestre su dati Unioncamere prevede soltanto per l’Emilia-Romagna una stima di 42.390 nuove assunzioni a inizio 2020 con il 37,3 % di queste di difficile reperimento per le figure professionali richieste.

E nella classifica nazionale del personale introvabile per le nuove assunzioni figurano molte province della nostra regione: Reggio Emilia al quinto posto con il 42,7% e poi dal 7° al 9°posto: Piacenza con il 40,5, Ferrara con il 40,4% e Modena con il 40,3%. Male in classifica anche Parma (con il 37,2%), Bologna (il 35,3%) , Forlì-Cesena (il 33,7%) , Rimini (il 33,3%) e Ravenna (il 31,7%).

“Non si riesce a trovare il personale a causa dell’impreparazione dei candidati o, addirittura, per la mancanza degli stessi. Si assiste ad un manifesto scollamento tra le qualifiche che la scuola dispensa e le reali richieste del mondo del lavoro, inoltre dobbiamo constatare che esistono profili professionali che spesso i nostri giovani rifiutano e solo in parte vengono coperti dagli stranieri. Per esempio, i giovani non vogliono più fare gli autisti di mezzi pesanti, sia perché il costo per ottenere la patente C o D e la “Carta di Qualificazione del Conducente” ha un costo elevato che oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro, sia perché è una professione estremamente faticosa. Ma molte aziende non riescono a trovare più cuochi, camerieri, operai metalmeccanici ed elettromeccanici. Quanto alle qualifiche più specifiche, al Nord le figure professionali maggiormente richieste e che la domanda non riesce a soddisfare sono: i tecnici informatici, gli addetti alla vendita , gli esperti in marketing, i progettisti e gli ingegneri”: spiega Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.

centri per l’impiego

“Paradossalmente emerge anche un altro fenomeno : all’opposto di chi non cerca lavoro , l’Italia ha il triste primato di giovani tra i 15 e 29 anni inattivi, i cosiddetti Neet (persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione)   molti hanno accettato un’occupazione meno qualificata rispetto al titolo di studio conseguito; è il cosiddetto Mismatch, tra le competenze richieste e quelle possedute, molto accentuato al Sud. Ma il Mismatch può essere legato anche al settore in cui si lavora (basti pensare alle differenze di stipendi tra insegnanti e ingegneri , solo per fare un esempio) o al genere: visto che in molti ambiti, a parità di posizione ricoperta, le donne percepiscono meno degli uomini o hanno meno possibilità di carriera”: aggiunge Tullia Bevilacqua.

Il segretario regionale dell’Ugl annuncia che porterà queste tematiche in seno al ricostituendo Patto regionale del lavoro, per consentire al sistema economico dell’Emilia-Romagna di riallinearsi su standard europei e aggredire i punti deboli – sostegno agli istituti professionali, alla formazione continua, rapporti scuola e imprese – di una congiuntura che vede l’Italia ancora alle prese con il rilancio del lavoro dopo gli effetti dell’ultima crisi globale.

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