Mancano 7.000 ‘stagionali’ in Riviera. Bevilacqua (Ugl Emilia-Romagna): “Covid e mancata riforma del lavoro accentuano problema”

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Tullia Bevilacqua

(Sesto Potere) – Bologna – 16 giugno 2021 – Nella riviera Adriatica mancano all’appello 7.000 lavoratori stagionali, 5.000 nel settore ricettivo, balneare e negli alberghi e 2.000 nella ristorazione. Le stime sono dell’Associazione albergatori di Rimini e di Confcommercio.

“La flessione degli stagionali non riguarda soltanto l’Emilia-Romagna, è un problema nazionale ed è confermata da diverse associazioni di categoria. Federalberghi indica addirittura in 200mila unità la carenza degli stagionali nel settore viaggi e ospitalità. Un calo generalizzato sulle stime e le percentuali precedenti del 50-75%. Le ragioni di questa carenza sono molteplici”: afferma in una nota il segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Tullia Bevilacqua.

“La crisi pandemica e il rallentamento delle attività per lunghi mesi di alcuni settori chiave della nostra economia, come il turismo e l’ospitalità, ha spinto molti lavoratori stagionali a cercare occupazione altrove: in agricoltura, per esempio, o nei cantieri privati e in edilizia che è ripartita con i superbonus”: aggiunge ancora il segretario di Ugl Emilia-Romagna.

“Ogni anno di questi tempi parliamo della difficoltà a incrociare domanda e offerta di lavoro. Ma il Covid-19 e l’entrata a pieno regime del reddito di cittadinanza hanno evidenziato negli ultimi due anni anche un’altra realtà che andrebbe approfondita: molti giovani preferiscono percepire il sussidio che trovare un lavoro che garantirebbe un reddito inferiore. Non è demagogia dirlo, ma un’evidenza confermata dagli studi di settore di alcune associazioni di categoria da Nord a Sud del Paese ed è stato lo stesso governo a certificarne l’aumento delle domande per il 2021 rifinanziamento con un miliardo di euro il programma nazionale del reddito di cittadinanza”: continua Tullia Bevilacqua.

“La posizione dell’Ugl è nota il reddito di cittadinanza e i vari sussidi a pioggia fondati su una logica meramente assistenziale si sono rivelati fallimentari, si devono correggere i meccanismi distorsivi che hanno compromesso il sano incontro fra domanda e offerta di lavoro, creando occupazione stabile attraverso un serio piano di politica industriale, sostenuta da poderosi investimenti, e incentivando l’assunzione dei giovani e delle donne, le categorie più danneggiate da crisi economica e pandemia, regolando l’accesso della forza lavoro straniera in Italia attraverso un sistema stabile di quote, contro ogni logica di sanatoria che alimenta lavoro nero e sfruttamento”: propone il segretario di Ugl Emilia-Romagna.

Il tema è oggetto – l ‘impiego dei percettori del reddito di cittadinanza in mansioni lavorative – è in queste ore al centro del dibattito politico ed economico nazionale.

“C’è chi ha proposto in parlamento di imporre ai percettori del reddito di cittadinanza di accettare lavori stagionali pena la decadenza del sussidio, ma come era prevedibile l’idea è stata bocciata senza nemmeno superare l’ammissibilità della Commissione Bilancio della Camera. La questione dell’approdo al mondo del lavoro per chi percepisce il sussidio rimane dunque aperta”: conclude il segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Tullia Bevilacqua.