(Sesto Potere) – Bologna – 8 ottobre 2021 – La nuova ondata di maltempo fa salire il conto dei danni in un inizio autunno segnato da ben 11 nubifragi al giorno che hanno colpito a macchia di leopardo l’interna Penisola. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Eswd sugli effetti dell’allerta gialla della Protezione civile su 9 regioni (Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria) con l’arrivo della prima neve della stagione sul Gran Sasso.

Ben 101 eventi estremi dall’inizio dell’autunno in tutta Italia tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento, bombe d’acqua e ben 12 tornado che hanno provocato feriti e danni. Violenti temporali, grandinate, tornado e tempeste di vento hanno colpito le città e le campagne – sottolinea la Coldiretti – abbattendosi su un territorio duramente provato dalla siccità con i terreni che non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando allagamenti, frane e smottamenti.

E il maltempo si abbatte adesso sulla vendemmia paralizzando le operazioni di raccolta in corso per i grandi vini rossi. Con la pioggia non stop che impedisce di entrare nel vigneti per le operazioni di vendemmia delle uve che sono iniziate ad agosto e si concluderanno addirittura a novembre con un calendario che coinvolge l’intera penisola, da Nord a Sud.

E’ l’allarme della Coldiretti in riferimento al susseguirsi delle precipitazioni in un autunno piovoso in cui si contano ben 152 eventi estremi tra nubifragi, grandinate, tornado e tempeste di fulmini

Un pericolo concreto in un Paese dove a causa della cementificazione e dall’abbandono – precisa la Coldiretti – sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che hanno parte del proprio territorio a rischio frane e/o alluvioni.

Siamo di fronte – precisa la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Unico dato controtendenza? Il prezzo del tartufo bianco, per effetto della lunga siccità, ha raggiunto all’inizio della raccolta i 4000 euro al chilo per le pezzature superiori ai 50 grammi. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di quotazioni record, pari anche al doppio di quelle delle annate più favorevoli, fatte registrare alla borsa del tartufo bianco di Aqualagna, la prima ad indicare i valori della nuova stagione. E l’ultima allerta della Protezione civile riguarda anche regioni vocate per la raccolta del pregiato tubero: dalle Marche all’Umbria, dal Molise all’Abruzzo, fino al Lazio.