Maltempo, piene di fiumi in Emilia. Studio coldiretti su comuni a rischio idrogeologico

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(Sesto Potere) – Bologna – 24 gennaio 2021 – Previste dalla protezione civile regionale piogge deboli sul settore centro-orientale dell’Emilia-Romagna fino alla serata di domenica 24 gennaio, giornata interessata da una nuova allerta arancione. Domani, nella mattina di lunedì 25, a partire dall’Appennino orientale, è prevista una ripresa delle precipitazioni, nevose oltre i 700 metri, acqua mista a neve a quote collinari. Intanto, a causa delle forti piogge cadute in regione nelle ultime ore è in corso un lento esaurimento delle code di piena: per Enza, Secchia, Panaro e Reno, i colmi si verificheranno nella giornata di domenica, ma il deflusso si protrarrà anche nella giornata di lunedì. In particolare, tra la Bassa Parmense e Reggiana, è in vigore fino alla mezzanotte un’allerta rossa per rischio idrogeologico

In occasione dell’allerta per questa perturbazione proveniente dal Nord Europa con l’allarme della protezione civile per piene dei fiumi e pericolo idrogeologico nel Nord Italia, inclusa l’Emilia-Romagna, Coldiretti ha diffuso un’analisi su dati Ispra degli effetti del maltempo evidenziando che ben 7275 comuni italiani hanno parte del territorio in pericolo di dissesto idrogeologico, il 91,3% del totale nazionale.

A preoccupare è la situazione dei corsi d’acqua che rischiano di gonfiarsi per le piogge e lo scioglimento del manto nevoso, causando allagamenti, come accadde nel dicembre scorso con gli allagamenti tra Nonantola e la compagna di Castelfranco, nel Modenese. Sotto osservazione in queste ore anche l’assetto delle zone montane colpite dal maltempo, dove si temono frane.

Il risultato – spiega Coldiretti – è che sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro.

A questa situazione – continua la Coldiretti – non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%).

L’anno appena iniziato conta già 27 eventi estremi tra grandinate, tornado, nevicate anomale, valanghe e bombe d’acqua che hanno colpito lungo tutta la Penisola provocando danni nelle città e nelle campagne ma anche vittime, secondo l’analisi della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). Si conferma anche nel 2021 – conclude la Coldiretti – il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.