Maltempo, in E-R danni a frutta, uva, pomodoro da industria, barbabietola, mais e soia

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(Sesto Potere) – Bologna – 27 luglio 2021 – La furia della grandine, unita al vento fortissimo, ha colpito coltivazioni prossime alla raccolta, da Piacenza a Parma, Reggio e Modena, fino a Bologna e Ferrara, senza risparmiare stalle, fienili, capannoni e abitazioni degli associati a Confagricoltura in Emilia Romagna.

«Serve un nuovo sistema assicurativo, con polizze più semplici e fruibili, in grado di coprire in toto sia i danni alle colture che alle strutture». Lo dice chiaro il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, che fornisce una prima fotografia dell’area del disastro.

Marcello Bonvicini

«Stiamo monitorando il cratere interessato dall’evento atmosferico improvviso per fare una stima precisa dei danni: la Val d’Arda nel Piacentino, in particolare i comuni di Alseno e Fiorenzuola e, nel parmense, Fidenza, Busseto, Soragna e Colorno, poi la Bassa reggiana (in primis Guastalla, Gualtieri, Reggiolo e Campagnola) e il Modenese, da Castelfranco a Sassuolo. Nella provincia di Bologna, i chicchi di grandine hanno devastato soprattutto le zone di Altedo, Baricella e Malalbergo (vedi foto in alto, ndr); in quella di Ferrara, i comuni di Voghiera, Ostellato e Portomaggiore (in particolare le frazioni di Maiero e Runco); ad Argenta ha avuto la peggio la frazione di Consandolo»: elenca Marcello Bonvicini.

Per molte colture, la perdita si somma purtroppo a quella delle gelate primaverili.

Ortofrutta: danni ingenti a pere e mele, devastate le produzioni sia nel Bolognese sia nel Ferrarese, con epicentro a San Bartolomeo in Bosco e a Riva del Po, località Alberone (qui anche danni del 30%); a Voghiera e Portomaggiore è stata spazzata via metà del raccolto di cocomeri e meloni.
I vigneti: compromessa, a macchia di leopardo, la superficie vitata con le varietà tipiche da Piacenza a Modena, si aggrava così il bilancio dell’annata dopo l’ondata di freddo nel mese di aprile.
Pomodoro da industria: si parla di migliaia e migliaia di ettari falcidiati, in special modo le varietà precoci a pochi giorni dalla raccolta.

Tra le colture duramente colpite anche soia e mais da granella, girasole ed erba medica, oltre alla barbabietola da zucchero, il cui bacino produttivo si concentra nell’areale tra Bologna, Ferrara fino a Modena e Reggio.