Maltempo, il Po sale di 1,5 metri in 1 giorno

0
92
fiume-po

(Sesto Potere) – Pavia – 4 marzo 2020 – Le intense precipitazioni delle ultime 48 ore hanno fatto innalzare il fiume Po di quasi 1,5 metri in un solo giorno per raggiungere un livello idrometrico di -1 metro al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, sulla confluenza con il fiume Ticino, dopo un lungo periodo di magra in cui era sceso sui livelli di piena estate. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sui effetti delle precipitazioni che hanno fatto scattare l’allerta della protezione civile in molte regioni con rischio frane e smottamenti nelle regioni più fragili.

fiume-po

La pioggia – sottolinea la Coldiretti – è attesa nelle campagne per combattere il rischio siccità e non lasciare l’Italia a secco in un 2020 segnato fino ad ora dal -80% precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Ispra relativi al mese di gennaio 2020.

Per portare benefici – continua la Coldiretti – deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.

Un rischio reale – precisa la Coldiretti – su un territorio nazionale reso fragile dal dissesto idrogeologico con 7275 comuni complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale) ma la percentuale sale al 100% in regioni come Liguria e Toscana dove la perturbazione ha provocato frane e gonfiato i fiumi.

alluvione

A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il brusco abbassamento delle temperature che rischia di compromettere le fioriture dei frutteti anticipate in tutta Italia dal clima anomalo.

In pericolo anche 50 miliardi di api presenti sul territorio nazionale che sono state ingannate dalla finta primavera e sono uscite dagli alveari presenti per ricominciare il loro prezioso lavoro di bottinatura ed impollinazione ed ora il rischio e che ritorni di freddo possano far gelare i fiori e anche far morire parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia.

Le evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia con manifestazioni meteo violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo e sbalzi termici hanno generato costi nei campi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here