Maltempo di febbraio, 1 mln e 1/2 di risorse dalla Regione E-R

(Sesto Potere) – Bologna – 6 agosto 2019 – Dove non arriva lo Stato, la Regione Emilia-Romagna c’è. E l’impegno assunto dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, all’indomani dei fenomeni intensi di maltempo dello scorso febbraio che hanno colpito molte aree della regione, è stato onorato. Ai 3 milioni di euro stanziati con una prima tranche dallo Stato, la Regione aggiunge 1 milione e mezzo di risorse proprie, arrivando a coprire anche quei danni che lo Stato non rimborsa. Dal 12 agosto al 30 settembre le domande.

alluvione

Per tutti i cittadini e le imprese dei territori colpiti dal maltempo di febbraio – a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, compresa la rotta del fiume Reno nel bolognese – sono quindi pronti complessivamente 4 milioni e mezzo di euro come risarcimento per i danni subiti. Per quanto riguarda i rimborsi statali, sono previsti anticipi – ossia primi risarcimenti – fino a 5 mila euro massimo per le abitazioni principali e 20 mila euro per le imprese.

A questi, come si diceva, si aggiungono 1,5 milioni di euro della Regione, che oggi ha approvato il bando per gli ulteriori risarcimenti non previsti dallo Stato. Si tratta di indennizzi concordati con i Comuni per danni ad automobili, motocicli e a tutti i beni mobili registrati di proprietà di singoli cittadini; e poi cantine, autorimesse, magazzini, aree esterne e cortili, spese di pulizia sostenute sia da privati che da attività produttive.

Le risorse nazionali in arrivo sono i primi contributi che si stanno attivando dopo la deliberazione del 26 giugno scorso con la quale il Governo aveva assegnato le risorse necessarie: nel caso in cui i danni siano superiori alle soglie fissate potrà seguire un ulteriore riconoscimento in una seconda fase, con nuove risorse che verranno successivamente messe a disposizione dallo Stato.

maltempo

Interessati dai provvedimenti sono 389 cittadini e 100 attività economiche delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, dove si era verificato l’episodio più grave con l’alluvione del fiume Reno.

I contributi ai privati
I cittadini che hanno subito danni all’abitazione principale potranno avanzare richiesta di indennizzo al Comune o all’Unione dei Comuni dove si trovano gli immobili danneggiati.

La domanda non dovrà essere corredata di perizia asseverata e il contributo statale arriverà fino ad un massimo di 5 mila euro. Nel rispetto del tetto indicato, per le abitazioni principali sarà concesso fino all’80% del minor valore tra l’importo segnalato nella domanda e l’importo della spesa sostenuta, come comprovata da apposita documentazione fiscale. La stessa percentuale vale per i beni mobili (arredi, elettrodomestici, ecc). Le stesse proporzioni si applicano anche alle parti comuni degli edifici residenziali e per gli interventi su aree o fondi esterni e sulle pertinenze.

Con i fondi messi a disposizione dalla Regione, saranno coperti anche i danni ai beni esclusi dagli indennizzi statali.

Si tratta prima di tutto di automobili, motocicli e altri beni mobili registrati, riparati o sostituiti con altri di uguale valore: dovrà essere rispettato il massimale di 25.000 euro e il contributo sarà concesso fino al 100% del minor valore tra la spesa sostenuta e il valore commerciale del bene alla data dell’evento calamitoso, secondo il listino ufficiale Eurotax Giallo. E ancora: sono ammesse le pertinenze (autorimesse, cantine, magazzini) se collocate in unità strutturali distinte dall’abitazione (altrimenti sono comprese negli indennizzi nazionali); le aree esterne ed i cortili e le spese di puliziaconnesse sia agli immobili che alle aree esterne, se sostenute subito dopo gli eventi meteo eccezionali.

I contributi alle attività economiche
Per le attività produttive sono previsti primi rimborsi nazionali fino ad un massimo di 20 mila euro. La domanda, da presentare al Comune o all’Unione di Comuni dove ha sede l’impresa, dovrà essere corredata da perizia asseverata redatta da un tecnico abilitato.

Per spese riguardanti il ripristino strutturale e funzionale dell’immobile danneggiato, comprese quelle per serramenti, impianti o pertinenze se funzionali all’attività economica, il contributo è concesso fino al 50% del minor valore tra l’importo quantificato nella perizia asseverata e la spesa sostenuta, nel rispetto del tetto massimo citato.

La stessa percentuale vale per opere di consolidamento di scarpate in dissesto prospicienti il fabbricato, strade di accesso o muri di contenimento se funzionali ad aumentarne la resilienza o ad evitare la delocalizzazione dell’azienda; l’acquisto di scorte di materie prime e beni mobili (arredi, elettrodomestici, materiale informatico, etc.).

Sempre all’80% – nel limite di 20 mila euro – anche gli indennizzi per la sistemazione o la sostituzione di macchinari, scorte di materie prime, arredi, elettrodomestici, materiale informatico e beni mobili registrati (automobili, motocicli, altri veicoli targati) strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa.

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