(Sesto Potere) – Modena – 7 dicembre 2020 – La rotta sul Panaro è chiusa. In 24 ore dall’esondazione del fiume che ieri mattina aveva travolto l’argine a monte dell’abitato

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di Nonantola, alle ore 8.30 quattro squadre coordinate dai tecnici Aipo hanno chiuso una falla di 70 metri lineari e messo così in sicurezza la cittadina del modenese.

In tutto 21 persone, organizzate appunto in 4 squadre, hanno lavorato tutta notte sull’argine: 150 i camion impiegati che hanno trasportato 4.500 tonnellate di materiali.

“È stato organizzato in tempi record- spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- un cantiere molto complicato dalla logistica di accesso, dalla forte corrente del fiume e dalle condizioni meteorologiche. Ora le squadre dei tecnici stanno proseguendo i lavori per la sigillatura definitiva dell’argine.

Allagamenti esondazione Panaro nel modenese (6 dicembre 2020) - 3

Ringrazio Aipo per la tempestività degli interventi che hanno permesso di evitare il propagarsi del problema ad altri territori e di dare un aiuto concreto ai cittadini di Nonantola, la nostra priorità. E un ringraziamento speciale- chiude l’assessore- va alle donne e agli uomini di Prefettura, forze dell’ordine, esercito, enti locali, volontari e operatori dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e Protezione civile, che da due giorni stanno lavorando senza sosta per far fronte a una piena mai registrata finora”.

Continua intanto la sorveglianza sul Secchia e nella tarda mattinata è previsto un nuovo aggiornamento sulle prosecuzioni di tutte le attività.

Intanto, sotto la spinta dell’ ondata di maltempo che persiste sull’Italia con neve abbondante e violenti nubifragi che hanno provocato allagamenti, esondazioni e crolli di ponti (in Veneto è crollato un piccolo ponte su un torrente a Gosaldo), il fiume Po è salito di oltre 2,5 metri nelle ultime 24 ore. Come emerge dal monitoraggio del livello idrometrico effettuato dalla Coldiretti a Boretto in provincia di Reggio Emilia, con l’allerta arancione e gialla per piene dei fiumi e criticità idraulica della protezione civile.
La situazione del più grande fiume italiano – sottolinea la Coldiretti – è rappresentativa dello stato dei corsi d’acqua nel nord della Penisola, dal Panaro che ha rotto gli argini nella zona tra Gaggio e Nonantola nel Modenese dove sono chiusi i ponti sul Secchia fino al torrente Cellina che è esondato a Barcis in Friuli.