Maltempo, 3 grandinate al giorno in una pazza estate

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(Sesto Potere) – Bologna – 3 agosto 2020 – L’estate 2020 è stata segnata fino ad ora da una media di più di 3 violente grandinate al giorno sul territorio nazionale dove si contano anche nubifragi, trombe d’aria e bombe d’acqua  a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con il moltiplicarsi degli eventi estremi. E’ quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento all’ondata di maltempo che ha colpito a macchia di leopardo l’Italia, dopo il grande caldo.

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Da nord a sud del Paese si sono verificati violenti temporali con pesanti danni all’ agricoltura. Frane e smottamenti che hanno coinvolto soprattutto il Nord Italia dalla Lombardia al Trentino fino alla Valle d’Aosta a causa dei violenti temporali.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

I cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono infatti – sottolinea la Coldiretti – su un territorio reso piu’ fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

Un fenomeno aggravato dal consumo di suolo con l’abbandono delle campagne e la cementificazione che – denuncia Coldiretti – negli ultimi 25 anni ha fatto sparire il 28% delle campagne.

L’erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l’acqua aumentando il rischio idrogeologico.

Il risultato – conclude la Coldiretti – è che sono saliti a 7275 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale in Italia, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

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