Maltempo, 1.283 eventi estremi nell’estate 2021

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albero danneggiato dal maltempo

(Sesto Potere) – Bologna – 17 settembre 2021 – L’ultima ondata di maltempo fa salire a 1.283 i nubifragi, le bombe d’acqua, trombe d’aria, grandinate e tempeste di fulmini nell’estate che si va a concludere, con un aumento del 58% rispetto allo scorso anno ed effetti devastanti su città e campagne da nord a sud della Penisola. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti su dati delle banche dati Eswd e Isac Cnr di Bologna nel sottolineare che l’estate 2021 si classifica peraltro dal punto di vista climatologico come la sesta più calda dal 1800 con una temperatura superiore di 1,55 gradi rispetto alla media.

Il nubifragio che per ultimo ha colpito Malpensa e allagato i sottopassi è la punta dell’iceberg delle situazioni di difficoltà determinate nelle città e nelle campagne lungo la Penisola dal maltempo con l’allerta meteo gialla della Protezione civile in 11 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Lazio, Umbria, parte di Campania e Molise, settori dell’Abruzzo e della Toscana, parte di Liguria e gran parte della Lombardia) dove è in pieno svolgimento la vendemmia e a breve inizierà la raccolta delle olive.

La pioggia – precisa la Coldiretti – è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando allagamenti, frane e smottamenti.

Siamo di fronte – continua la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Le precipitazioni violente  provocano danni perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua su un territorio come quello italiano – sottolinea Coldiretti – reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 7252 i comuni, ovvero il 91,3% del totale, a rischio idrogeologico secondo dati Ispra.

L’ effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni ha fatto perdere – sottolinea la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.