Mafie in Emilia-Romagna, tra nuovi arresti e processi, Zignani (Uil): “Serve patto per la legalità”

(Sesto Potere) – Bologna – 21 luglio 2019 – Operazione dei carabinieri contro la ‘ndrangheta in tutta Italia. Su disposizione della procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria , diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, sono state emesse tredici ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti appartenenti ad associazioni mafiose attivi a Reggio Calabria, Bologna ed Aosta.  

mafie all’assalto dell’Emilia

L’operazione, denominata Atanum, ha visto in azione i militari dell’arma   del Comando provinciale di Reggio Calabria con il supporto dei reparti territoriali di appartenenza di Bologna ed Aosta.

In manette sono finiti affiliati alla  cosca ‘Facchineri’ di Cittanova e alla locale di San Giorgio Morgeto, di età compresa tra i  43 ed i 75 anni, nati a Reggio, Taurianova, Cittanova e San Giorgio Morgeto, ed  a vario titolo accusati  di associazione mafiosa.

Sugli arresti della ‘ndrangheta a Bologna  interviene con un comunicato il segretario generale della Uil Emilia Romagna e Bologna, Giuliano Zignani: “Che l’Emilia Romagna sia ormai una terra in cui le organizzazioni criminali allignano è più che assodato. Lo dimostra il processo Aemilia e lo dimostrano gli arresti di cui ogni settimana apprendiamo notizia. Di tutto questo il plauso va al lavoro instancabile dei magistrati e delle forze dell’ordine.”

processo aemilia

Secondo l’esponente sindacale gli ennesimi arresti di ‘ndranghetisti non sono più un campanello di allarme,  ma un “allarme vero e proprio”.

Del resto, i fatti sono indicativi: il 15 luglio sono state depositate le motivazioni della sentenza – fascicoli da  3.075 pagine –  del primo grado del maxi processo Aemilia  contro la ‘Ndragheta in Emilia-Romagna ed  è iniziato poche settimane fa nel Tribunale di Bologna il  secondo grado del processo “Black Monkey“.

Un processo, dove si mette a nudo il business illecito del gioco d’azzardo gestito dalla ‘ndrangheta in Emilia-Romagna,   che ruota attorno le deposizioni del boss  Nicola ‘Rocco’ Femia , oggi collaborare di giustizia   e che dovrà fare chiarezza sulle minacce di morte al giornalista Giovanni Tizian.

Zignani

“L’Emilia Romagna ha gli anticorpi per reagire: le sue radici sono robuste e sane. Tuttavia, non basta più. Occorre fare un passo ulteriore sia in termini di maggiori risorse (dalle forze dell’ordine alla magistratura) sia di messa in campo di meccanismi normativi più stringenti tali da scongiurare le infiltrazioni criminali”: è l’invito di Giuliano Zignani.

” ‘Segui i piccioli’ diceva un grandissimo magistrato. E i piccioli in Emilia Romagna sono tanti e hanno forme differenti. Sono il caporalato, lo sfruttamento dei lavoratori, gli appalti e i sub appalti, le cooperative spurie, il nero e l’evasione fiscale.  Le denunce che ci arrivano dai lavoratori, spesso, hanno dell’incredibile. Occorre, quindi un colpo d’ala con un pieno patto per la legalità che coinvolga tutti: dalle parti sociali alle associazioni di categorie alle Istituzioni “: è la proposta del segretario generale della Uil Emilia Romagna.

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