Mafie, fenomeno ormai radicato in Emilia-Romagna, a Rimini seminario con i prefetti

0
202

(Sesto Potere) – Rimini – 18 febbraio 2020 – Organizzato e fortemente voluto dal Prefetto di Rimini Alessandra Camporota il Convegno tenutosi presso l’Aula Magna del Campus d Rimini dell’Università “Alma Mater” di Bologna su “La criminalità organizzata come agente di trasformazione sociale. Attività di prevenzione e contrasto nella provincia di Rimini”. Aula Magna che non è bastata a contenere tutti coloro che hanno inteso partecipare alla giornata seminariale, tanto da costringere all’allestimento di un’altra sala collegata in videoconferenza.

L’idea del Prefetto di Rimini è nata dalla constatazione che, come è ormai di pubblica evidenza, nella Regione Emilia-Romagna, caratterizzata da un tessuto economico particolarmente vivace e articolato, la criminalità organizzata costituisce un fenomeno radicato che impegna costantemente tutte le istituzioni nell’attività di prevenzione e contrasto.

Attività che ha fatto registrare anche nella provincia di Rimini molteplici operazioni volte a contrastare il fenomeno, tanto che accanto alle azioni coordinate dalla DDA di Bologna, che hanno nello scorso autunno consentito numerosi arresti di elementi di spicco della criminalità organizzata, svariati sono stati i provvedimenti di interdizione adottati dal Prefetto.

Esaminando la dinamica del sistema imprenditoriale, dagli indicatori statistici della Camera di Commercio la provincia di Rimini si conferma come territorio contraddistinto da una imprenditorialità altamente diffusa: 34.115 imprese attive al 31/12/2019, con un rapporto tra imprese attive e abitanti pari a 101 imprese attive ogni 1000 abitanti (in un potenziale confronto sono 90 a livello regionale e 85 a livello nazionale).

Ancora numeri: oltre 4700 attività di servizi di alloggio e di ristorazione, di cui 2230 strutture alberghiere, con circa 400 stabilimenti balneari.

Presupposti, quelli citati, per i quali la Prefettura di Rimini ha ritenuto utile, nella convinzione che la diffusione della cultura della legalità sul territorio costituisca un altrettanto valido elemento di prevenzione, organizzare una giornata di studio, in collaborazione con l’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum, chiamando a relazionare, con il coordinamento del giornalista di Libera Radio Federico Lacche, il Sen. Nicola Morra , Presidente della Commissione parlamentare antimafia; il Procuratore della Repubblica di Bologna e coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna Giuseppe Amato ; la professoressa Stefania Pellegrini , sociologa del diritto e docente, direttore del Master di II livello presso l’Alma Mater Studiorum sulla gestione e il riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati; il Procuratore di Rimini dottoressa Elisabetta Melotti , il Col. Antonio Garaglio , Comandante Provinciale di Rimini della Guardia di Finanza.

Nell’introdurre l’incontro, il Prefetto ha rilevato come già oltre 20 anni fa, lo scrittore e docente universitario Enzo Ciconte, in un libro dedicato alle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna, affermava che “la presenza di mafiosi al Nord fu determinata da una vera e propria strategia adottata dalle organizzazioni mafiose: non una fuga quindi, o un obbligo, ma, anzi, la consapevole individuazione di nuovi sbocchi alle loro attività”.

La dott.ssa Camporota, nel corso di un’analitica relazione, ha quindi compiuto un articolato excursus sulle competenze in materia di prevenzione e di contrasto alla criminalità organizzata, che vedono le Prefetture della Repubblica in prima linea sull’intero scenario nazionale.
In particolare, ampiamente argomentando in merito, si è soffermata sulla forza delle “interdittive” antimafia, quale strumento principe, in un territorio con le caratteristiche come quello della provincia di Rimini, capace di contrastare efficacemente i “tentativi di infiltrazione mafiosa”, attraverso una fase di valutazione, anche discrezionale, nella quale la norma non richiede che ci si trovi al cospetto di una impresa “criminale”, né la prova dell’intervenuta “occupazione” mafiosa, né presuppone l’accertamento di responsabilità penali in capo al titolare dell’impresa sospettata, essendo sufficiente che dalle informazioni acquisite tramite gli organi di polizia si desuma un quadro indiziario che, complessivamente inteso, ma comunque plausibile, sia sintomatico del pericolo di un qualsivoglia collegamento tra l’impresa e la criminalità organizzata.

Il Prefetto di Rimini ha, quindi, chiosato il proprio intervento con un rifeirmento al rilevante strumento dello scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose rivolgendo un saluto agli Amministratori locali del territorio – che, ad oggi, ha dimostrato una impermeabilità del tessuto politico-amministrativo alle infiltrazioni della criminalità organizzata – invitandoli “ad essere sempre baluardo e presidio di legalità, perché in definitiva, come affermava Paolo Borsellino, il potere della mafia è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta”.

È stato il Presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra a chiudere il ciclo degli interventi, attraverso una esaustiva disamina di caratteristiche e componenti del fenomeno, sottolineando, tra l’altro, che “quando sei di fronte a vantaggi competitivi enormi e irragionevoli dal punto di vista di un mercato leale, devi capire che forse davanti, oltre al colletto bianco, c’è anche un soggetto sporco”.

Numerose le Autorità religiose, civili e militari presenti, tra le quali: l’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica di San Marino Guido Cerboni; il Sen. Marco Croatti, interlocutore per la realizzazione del Convegno; il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi; il Prefetto di Firenze e Presidente A.N.F.A.C.I. Laura Lega, che ha portato anche un saluto a nome dell’Associazione che ha concesso il logo alla manifestazione; i Prefetti della Regione Emilia-Romagna Patrizia Impresa (Bologna), Giuseppe Forlani (Parma), Pierluigi Faloni (Modena), Mariagrazia Forte (Reggio Emilia), Michele Campanaro (Ferrara), Enrico Caterino (Ravenna) e Antonio Corona (Forlì-Cesena); il Comandante della Gendarmeria della Repubblica di San Marino Maurizio Faraone; il Consigliere regionale Nadia Rossi; il Presidente della Provincia Riziero Santi; il Questore di Bologna Gianfranco Bernabei e tutti i vertici provinciali delle Forze di Polizia.

mafie all’assalto dell’Emilia

Tra i saluti istituzionali, quello del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, presente insieme a numerosi Sindaci del territorio, al Presidente del Consiglio riminese e a diversi componenti della Giunta comunale, il Presidente del Consiglio di Campus di Rimini dell’Università felsinea Sergio Brasini, il Presidente della Sezione penale del Tribunale di Rimini Sonia Pasini. 

Presenza importante anche quella dei Presidenti degli ordini professionali, e di numerosi loro iscritti, dei rappresentanti dello Stato e degli enti pubblici, del mondo dell’associazionismo, dei rappresentanti sindacali e di tutte le categorie imprenditoriali.
Il Prefetto Alessandra Camporota ha infine preannunciato futuri momenti di incontro e di riflessione sui temi dell’etica delle professioni, del riciclaggio, dell’anticorruzione, dei beni confiscati, sempre in collaborazione con l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here