Mafia nigeriana in Emilia-Romagna, blitz della polizia. E Morrone (Lega) lancia l’allarme

(Sesto Potere) – Bologna – 22 luglio 2019 – Maxi operazione della squadra mobile della Questura di Bologna,  con provvedimenti restrittivi  emessi dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Bologna,  contro la mafia nigeriana.

Il bilancio è di  19 persone fermate e altre  due persone che si sono rese irreperibili raggiunte da un mandato d’arresto europeo. A tutti gli indagati – considerati appartenenti al clan ‘Maphite’ – è contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Il blitz della polizia è stato condotto nel capoluogo  dagli agenti della locale squadra mobile e in altre città dell’ Emilia – Romagna  (Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Forlì, Cesena e Ravenna)  con i colleghi delle rispettive questure.

Controlli e perquisizioni anche a Bergamo.

“La spietata mafia nigeriana ha messo radici anche in Romagna. Sappiamo che la criminalità organizzata nigeriana ha potuto ramificarsi in Italia grazie alla disattenzione di politiche migratorie irresponsabili del passato. E oggi la Dia la considera meritevole di particolare attenzione anche nella nostra regione. Si tratta di gruppi molto organizzati, con legami con paesi esteri, regole ferree, riti d’iniziazione crudeli, con campi d’azione che vanno dall’immigrazione illegale e dalla tratta di persone ridotte in schiavitù, al narcotraffico, dalla prostituzione e le estorsioni, ai reati informatici e ai traffici illegali di valuta. E,mimetizzati negli sbarchi clandestini, arrivano nuovi

morrone

adepti e le loro vittime”: commenta in una nota  il sottosegretario alla Giustizia e deputato forlivese della Lega  Jacopo Morrone.

A mettere in guardia sulla diffusione delle varie ‘mafie straniere’, oltre a quelle italiane, nella nostra regione è la Dia che, nella ‘Relazione semestrale al Parlamento’, relativa al secondo semestre 2018, tratta ampiamente di queste organizzazioni criminali diffuse anche in Emilia-Romagna.

“Ciò che conforta sono i successi raggiunti nel 2018 dalla Dia in termini di sequestri e confische, aumentati a livello nazionale”: commenta Morrone.

E nella stessa  relazione si parla di un incremento dei sequestri  e delle confische, rispettivamente di oltre il 400 per cento e di oltre il 1000 per cento.

“Ma emerge anche che l’Emilia Romagna ha attirato la criminalità organizzata italiana e straniera che si è infiltrata in tutti i settori, anche attraverso connivenze e corruzione. Un fenomeno che noi denunciamo da tempo ma che è stato sottovalutato per troppi anni dalle amministrazioni regionali e locali del Pd per evitare che la ‘regione felix’ per antonomasia, grazie al loro buon governo, mostrasse le crepe che oggi emergono in tutta la loro gravità”.

“Anche in quest’ottica la politica dei ‘porti chiusi’, con il numero limitatissimo di sbarchi dal mare rispetto agli anni passati, ha solo giovato all’Italia e agli stessi migranti in termini di sicurezza, morti e traffici di carne umana. Solo gli illusi e i fanatici possono credere che Pd e sinistra siano mossi, nelle politiche migratorie, dal solidarismo e dall’umanitarismo. Nella realtà, sono foglie di fico per nascondere un blocco di interessi combinati che punta a mantenere il business dell’accoglienza, a indebolire l’Italia e la politica di contrasto agli sbarchi illegali e di tutela dei confini promossa in particolare dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini”: rincara la dose  Jacopo Morrone,

 

 

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