Mafia nigeriana, catturato a Ferrara dj Boogye, il capo del clan dei Vikings

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(Sesto Potere) – Ferrara – 29 ottobre 2020 – Nella tarda serata di mercoledì gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Ferrara hanno rintracciato e catturato a Verona anche Emmanuel Okenwa,  detto Boogye o dj Boogye, il capo ferrarese della mafia nigeriana denominata ‘Supreme Viking Arobaga’, collegata ad una rete internazionale e con ramificazioni locali. Durante il blitz, scattato alle prime luci dell’alba, il dj di musica Afro beat non era stato trovato nella casa che in zona Foro Boario condivide con la sua ragazza italiana.

Gli investigatori si sono messi subito sulle sue tracce e la pista investigativa, con l’ausilio di moderne tecnologie, li ha portati nella città scaligera dove il cinquantenne aveva in programma di esibirsi a pagamento come deejay e cantante ad una festa di battesimo che si sarebbe dovuta tenere domenica prossima.

Boogye era ospite di amici musicisti e cantanti di cui era una specie di manager. La sua figura di leader della confraternita mafiosa ‘Viking Arobaga’ era riconosciuta infatti anche nell’ambito delle attività legali da loro svolte. Il dj manager, esponente di spicco dell’organizzazione criminale del nord Italia era in quel momento ignaro che gli uomini della Squadra Mobile avessero già individuato la zona in cui si trovava a Verona.

Dopo un lungo appostamento, nella tarda serata Boogye veniva avvistato nei pressi della stazione principale di Verona ovvero Portanuova ma riusciva a dileguarsi tra i tanti passeggeri. Più tardi veniva individuato seduto su una panchina nei pressi della stazione Porta Vescovo. Gli agenti in borghese una volta avvicinato lo chiamavano e lui alzando la testa che teneva celata da un cappellino e dalla mascherina, riconosceva i poliziotti.

Agli agenti, al momento della cattura Emmanuel Okenwa ha riferito che nel corso della giornata – ieri s’era conclusa una maxioperazione della polizia tra Torino e Ferrara contro la mafia nigeriana – aveva saputo che era ricercato ed era andato a prendere il treno per rientrare a Ferrara e recuperare alcuni effetti personali, confermando però che la sua intenzione era quella di far perdere le proprie tracce.

Il questore di Ferrara, Cesare Capocasa, ha commentato: “ L’associazione di tipo mafioso era finalizzata alla consumazione di un numero indeterminato di delitti tra cui si rilevano anche quelli contro la Pubblica Amministrazione costituiti da violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza e oltraggio, segnatamente in pregiudizio di appartenenti alle forze dell’ordine, nel contesto del mantenimento del controllo del territorio, in particolare delle piazze di spaccio in zona G.A.D.”.