M5S, Carlo De Girolamo lascia il gruppo alla Camera

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(Sesto Potere) – Forlì – 10 dicembre 2020 – “Oggi si chiude un capitolo. Oggi sono qui a scrivere con l’animo colmo di tristezza i titoli di coda di questa mia esperienza con un MoVimento che mi aveva fatto sognare ma che da troppo tempo ormai mi faceva soffrire per l’incapacità di considerare questo “suo figlio” parte viva e attiva dello stesso”: con queste parole il deputato romagnolo Carlo De Girolamo, con un lungo post su Facebook, annuncia che il M5S “non è più casa” sua, e che “da domani” andrà comunque avanti sostenendo il presidente del consiglio Giuseppe Conte, continuando “a lottare per portare avanti tutte le battaglie che ho intrapreso, di nuovo pronto a costruire nuove fondamenta con chi crede ancora che la politica sia costruzione e confronto, battendomi su quello stesso terreno fertile che qualcuno sino ad oggi ha voluto distruggere – sempre e comunque – in nome e per conto terzi, mai mettendoci la faccia quanto piuttosto girandola dall’altra parte”.

Ieri De Girolamo – con altri pentastellati – aveva votato contro la risoluzione di maggioranza relativa alla riforma del Mes ed oggi con Mara Lapia, Fabio Berardini e Antonio  Lombardo lascia il gruppo M5S alla Camera.

“Quella di ieri però, non è che solo l’ultima goccia che fa traboccare un vaso pieno di tradimenti dei valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle, ma rappresenta anche l’ultimo atto che coerentemente ho compiuto come rappresentante dello stesso MoVimento, esprimendo – con coraggio e liberamente – il mio voto secondo coscienza e fedele al programma con cui sono stato eletto”: scrive De Girolamo.

“Quante volte ho/abbiamo (sic!) avuto realmente la la capacità di incidere su scelte e decisioni anziché lasciare alla Comunicazione – che ha cento volte più potere di un parlamentare, costretto a fare da schiaccia-bottoni e a subire decisioni prese a colpi di sondaggi e imposte da persone mai elette da nessuno – il potere di orientare la barra in una direzione o nell’altra anziché tenerla saldamente dritta. È così che poi inesorabilmente una nave affonda pian piano, specie quando le acque diventano sempre più agitate. È così che allora abbiamo iniziato a imbarcare acqua, quando improvvisamente qualcuno – non si sa bene chi – ha deciso per tutti che certe battaglie potevano pure essere sacrificate in nome di chissà quale accordo o di quale promessa (magari di non perdere la propria poltrona dorata o di fare un altro giro di giostra)… continue giravolte hanno infranto a molti quel ‘sogno’ di un MoVimento in cui credere e affidarsi; mentre da chi è sempre stato al timone di questa nave non ho mai sentito un ‘mea culpa’, un’autocritica”: scrive De Girolamo.

“Come posso io andare avanti con un MoVimento che smette di essere MoVimento e diventa invece autoreferenziale, litigioso, chiuso a doppia mandata. Un MoVimento che improvvisamente decide di isolarti lasciandoti tremendamente solo, a dover tirare la carretta più quasi ‘per la gloria’ che per porre solide basi per una seria alternativa alla politica tradizionale. Un MoVimento che sul territorio non difende le tue battaglie, che non comunica o che peggio si isola, in nome di un’ancestrale presunzione di purezza. Nossignore. La politica, quella con la -P maiuscola, impone di misurarsi, di confrontarsi di aprirsi. Impone di sedersi al tavolo quando in gioco c’è ad esempio il futuro della tua regione e impone di usare trasparenza nell’eventualità di un accordo, fatto prima – e non dopo – il risultato della competizione elettorale.”: aggiunge l’ormai ex esponente del Movimento 5 Stelle.

Nelle motivazioni del suo addio De Girolamo ricorda infine che a settembre aveva deciso di autosospendersi “denunciando molte incongruenze” nonché la sua “contrarietà ad un modus operandi”, pur tuttavia continuando ad onorare il suo mandato parlamentare che ad oggi lo vede presenza in Aula di Montecitorio “ben oltre il 99% delle sedute”.