Lucrezia Borgia, a 500 anni dalla morte svelato a Bologna il suo vero volto

0
139
Bartolomeo Veneto, active 1502 - 1546 Portrait of a Young Lady about 1500-10 Oil on wood, 55.5 x 44.2 cm Salting Bequest, 1910 NG2507 http://www.nationalgallery.org.uk/paintings/NG2507

(Sesto Potere) – Bologna – 13 dicembre 2019 – A Bologna s’è chiusa la due giorni dedicata a Lucrezia Borgia , a 500 anni dalla sua morte per restituire all’immaginario collettivo il vero volto di un’importante figura femminile del Rinascimento, spesso bistrattata, e in realtà una persona importante per il suo ruolo di letterata, mecenate, intellettuale e fine interlocutrice politica del tempo.

Bartolomeo Veneto, active 1502 – 1546 Portrait of a Young Lady about 1500-10 Oil on wood, 55.5 x 44.2 cm Salting Bequest, 1910 NG2507 http://www.nationalgallery.org.uk/paintings/NG2507

Un convegno di studi, dal titolo:Volti e voci di e per Lucrezia“: promosso dal centro studi ARCE – Archivio Ricerche Carteggi Estensi, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena, e presieduto da Loredana Chines del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna.

Un evento che aveva l’obiettivo di ricordare Lucrezia Borgia, ricostruendone e restituendole la reale fisionomia storica e culturale, molto spesso dimenticata, di fronte alla consolidata fama di femme fatale della machiavellica e grandguignolesca famiglia nobile spagnola.

“L’immagine di Lucrezia diffusa nel comune sentire è frutto di ‘fake news’ create ad arte nel Cinquecento, in primis dal Guicciardini e cristallizzate dai letterati dell’Ottocento: un esempio per tutti, la Lucrezia di Victor Hugo che ispirò l’opera musicata da Donizetti”, ha detto  Loredana Chines. “Una ‘leggenda nera’ che ha sedotto autori e lettori con gli intrighi torbidi e sensuali da romanzo, mettendo in scena una Lucrezia incestuosa, avvelenatrice, spietata e degna figlia e sorella del papa Borgia e del duca Valentino”.

La realtà dei fatti racconta però una storia diversa. “Quando lascia Roma e arriva a Ferrara come sposa di Alfonso d’Este, Lucrezia conquista subito il rispetto e l’ammirazione del consorte e della corte estense“, continua la studiosa bolognese. “Il marito le affida la gestione del potere politico nel Ducato di Ferrara durante le sue assenze: come figlia di Alessandro VI sicuramente aveva avuto modo di conoscere e fare esperienza diretta delle turbolente vicende politiche italiane e internazionali e di mettere in pratica queste conoscenze nell’amministrazione dello Stato estense”.

Lucrezia Borgia, insomma, è stata una politica e amministratrice intraprendente e di successo. “Il suo ruolo è tale che era tenuta ad informare il marito lontano e il suocero Ercole d’Este della sua salute fisica, attraverso bollettini e altra corrispondenza anche cifrata, perché il suo benessere rappresentava il benessere dello Stato, la simbolica continuità e la stabilità del Ducato”, sottolinea Loredana Chines. “Come governatrice degli Stati estensi lascia un buon ricordo, sia come amministratrice che come promotrice delle arti e delle lettere – celebre è ad esempio il suo rapporto con Pietro Bembo – con un grande interesse anche per il progresso economico del territorio, ad esempio diventando promotrice dell’allevamento delle bufale per la produzione di latticini nel ferrarese”.

Si è parlato, dunque, di una figura femminile profonda e complessa, dotata di spirito politico, spirito imprenditoriale economico, spirito culturale e anche una donna molto devota, soprattutto negli ultimi anni della sua vita. “Una personalità affascinante i cui documenti, presentati al convegno si sono rivelati altrettanto affascinanti di quelli romanzati”, conclude Loredana Chines.

Nel corso della due giorni bolognese si sono alternati i massimi esperti della letteratura italiana del Rinascimento, tra cui: Amedeo Quondam, Jean-Jacques Marchand, Gian Mario Anselmi, Cristina Montagnani.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here