(Sesto Potere) – Roma – 23 febbraio 2022 – Più di 12 mesi fa, il 13 febbraio, giurava il Governo Draghi. La maggioranza assoluta degli italiani, il 53%, promuove oggi con un giudizio positivo il primo anno di lavoro dell’Esecutivo; di parere diverso è il 37%, che esprime invece un giudizio negativo.

È il dato che emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per il programma Otto e Mezzo, promuove le misure per la ripresa economica..
Dopo 1 anno a Palazzo Chigi, la fiducia nel Premier resta alta, piuttosto stabile da mesi, pur riducendosi leggermente rispetto all’autunno scorso. Nel giorno dell’incarico, nel febbraio 2021, a fidarsi di Draghi era il 54%; l’evoluzione del trend ha toccato poi il 65% in marzo e il 62% in novembre, per attestarsi oggi al 58%.

La fiducia in Draghi – secondo l’analisi dell’Istituto Demopolis – si differenzia in base alla collocazione politica degli intervistati, superando l’80% tra chi vota il Partito Democratico e Forza Italia. Si riduce al 56% tra gli elettori della Lega e al 54% tra quanti votano il Movimento 5 Stelle; si abbassa al 35% tra i simpatizzanti di Fratelli d’Italia. Tra i partiti minori, i più entusiasti di Draghi appaiono gli elettori di Italia Viva e di Azione, con un giudizio positivo che sfiora il 90%; i più critici sono coloro che votano Sinistra Italiana.

Effettuando un bilancio del primo anno, 3 italiani su 4 promuovono l’Esecutivo per il piano di vaccinazioni contro il Covid. Il 63% apprezza l’avvio del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, auspicando che possa essere ben gestito per provare a rilanciare davvero il Paese. Il 60% valuta positivamente la politica estera del Governo e i rapporti con l’Europa; il 54% dei cittadini, intervistati da Demopolis per il programma Otto e Mezzo, promuove le misure per la ripresa economica.

Su altri temi la valutazione dell’opinione pubblica è invece di segno più critico. Appena un terzo giudica sufficienti le politiche del Governo Draghi per il lavoro e l’occupazione; il 60% ritiene carente il potenziamento della sanità pubblica. Il 53% giudica insufficiente l’impegno contro le disuguaglianze. E il 67% quello per il contenimento di inflazione e il contrasto agli aumenti delle bollette.

Il commento
“In questo frangente – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – il punto più avvertito è quello del mancato contenimento dell’inflazione e dei costi dell’energia, segnalato dal 67%: per 2 intervistati su 3 appare urgente un intervento sui costi delle bollette di luce e gas di famiglie e imprese, per frenare la repentina crescita dell’inflazione che mette a rischio, in prospettiva, i risparmi ed il tenore di vita degli italiani”.

Nota informativa
L’indagine è stata realizzata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, su un campione stratificato di 1.504 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica del 10-11/2/2022 di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.