Lockdown, il poeta Matteo Zattoni lancia un appello alla comunità culturale forlivese

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il dibattito con zattoni

(Sesto Potere) – Forlì – 9 maggio 2020 – “Se è vero che da mesi viviamo – e ancora per mesi vivremo – sospesi e immobilizzati in una situazione straordinaria, straordinari devono essere i mezzi e i sostegni economici per farvi fronte a tutti i livelli: dal livello nazionale fino al nostro Comune. Mai come in questo momento nessuno può illudersi di continuare il suo sogno da solo, mentre il mondo che abbiamo conosciuto sparisce. Soltanto riscoprendo un senso di appartenenza comune intorno a uno o più progetti concreti e innovativi – settoriali o tematici – da immaginare e costruire insieme, potremo chiedere e saremo ascoltati. Così ogni richiesta avrà più forza, ogni nota risuonerà più a lungo, ogni parola peserà di più: il peso di un’intera Comunità”:

il dibattito con zattoni

questo l’appello finale lanciato oggi pomeriggio dal poeta e scrittore forlivese  Matteo Zattoni nel corso di una conferenza on line dal titolo “Prospettive per la Comunità culturale forlivese in tempo di Covid-19: appello e dibattito”. Un incontro con dibattito video tra una ventina di artisti, intellettuali e giornalisti, tra loro: Marco Colonna, Beatrice Buffadini, Filippo Amadei, Marco Cortesi, Laura Zoli, Anna Zingaro, Laura Bertozzi e molti altri.

Un’iniziativa virtuale che ha portato per un’ora e mezza in un’unica piattaforma esponenti del mondo teatrale, musicale, video e letterario locale a dialogare sulle prospettive, sulle difficoltà e sulle eventuali proposte relative allo svolgimento delle attività culturali in questa fase di emergenza sanitaria da Coronavirus.

Una riflessione originata dall’incipit dell’appello di Matteo Zattoni: “La “Comunità culturale forlivese”, a dirla così, sembra un ossimoro, l’accostamento impossibile di tre parole che stridono, eppure resistono, si tengono faticosamente insieme l’una all’altra persino in
questi tempi difficili. La quarantena e l’isolamento, in cui il virus ci ha fatto piombare, oltre ad acuire i sensi, hanno permesso di fare un’altra scoperta: non era scontata tutta la quotidiana attività culturale, tutto il lavoro, le prove, la fatica dietro gli incontri cittadini, i convegni, le mostre, i concerti, gli spettacoli, le manifestazioni, i reading, i workshop, i progetti. Ebbene sì, tutto questo potrebbe non esserci: potrebbero non esserci i nostri libri, i nostri spettacoli dal vivo, la nostra musica, le nostre opere, tutto quel parlare, suonare, danzare, interpretare solo per tessere piano piano il profilo di un’identità forlivese, italiana, europea: umana. E resterebbe il vuoto. Resteremmo noi da soli a fare i conti con noi stessi, nudi e distanti, senza vie di fuga e senza il conforto dell’esperienza degli altri, del loro “esserci già passati” prima di noi, dei loro linguaggi consolatori o nichilistici, suggestivi o chiarificatori. Dell’arte”.

matteo zattoni

E’ stato il primo incontro di quella che per volontà comune vorrebbe anche essere una periodica possibilità di consultazione, confronto ed analisi per superare questa fase di crisi oggettiva del mondo dell’arte e degli spettacoli causata dal lockdown, il blocco delle attività musicali, teatrali, e letterarie dal vivo.

Matteo Zattoni , nel corso della conferenza di oggi pomeriggio, ha ricordato l’appello lanciato online dal musicista Danilo Rossi, prima viola solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano: L’arte è vita”, per salvare lo spettacolo dal vivo, che ha già raccolto più di 25mila sottoscrizioni. S’è accennato anche alla riflessione di Daniele Gualdi e dell’Agis per dire che è impellente anche per il mondo politico e le amministrazioni locali ragionare su come conciliare la situazione in atto e le limitazioni imposte dalla pandemia con il grido che il mondo della cultura ha lanciato nei giorni scorsi.

Si tratta di coniugare l’agibilità agli spazi intesi come luoghi fisici, ma anche virtuali, trovare anche strade nuove o strade praticabili in città per poter tornare a mettere in scena le arti.

Il dibattito è iniziato.

Matteo Zattoni ha fornito il suo contributo intellettuale e gettato il sasso nello stagno, precisando di aver lanciato l’appello a titolo personale come membro della comunità culturale forlivese, come poeta e scrittore, per un’ attività non ascrivibile a quella di consigliere comunale. E dunque non politica. La sua vuole essere una battaglia che attraversa gli schieramenti e le idee politiche. Una riflessione che unisce, piuttosto che dividere per preconcetti o pregiudizi, diverse appartenenze politiche.

Ugualmente, vista l’importanza dell’argomento affrontato, tocca a chi amministra, dunque anche alla classe politica, interagire e fornire anche le prime risposte, concrete, a un mondo, alle professioni culturali che tuttora non hanno tutele, e sono – anche a Forlì e circondario – la parte più debole di un sistema socio-economico duramente provato dal blocco delle attività.

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