Lockdown, crollo dei consumi fuori casa: persi 7 mld di euro

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cena al ristorante

(Sesto Potere) – Roma – 4 maggio 2020 – Il crollo dei consumi fuori casa con la chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che fa perdere circa 7 miliardi nell’ intero 2020.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della riduzione del 33,3% dei consumi in bar e ristoranti stimata da Confcommercio per l’emergenza coronavirus e il relativo lockdown.

Il lungo periodo di chiusura e le prevedibili difficoltà alla ripartenza per tutto il 2020 – sottolinea la Coldiretti – pesano su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco e sui quali gravano anche le difficoltà all’esportazione con molti Paesi stranieri che hanno adottato le stesse misure di blocco alla ristorazione.

Da quando è cominciata la pandemia Covid -19 in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 24mila strutture italiane.

Secondo Coldiretti un’ anticipazione dell’apertura è necessaria per gli agriturismi che, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sempre a parere della Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. 

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