Lo Giudice (Ugl) lancia l’allarme: “Carenza medici e infermieri in Ausl Romagna”

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(Sesto Potere) – Forlì – 28 novembre 2019 – I tagli alla sanità pubblica hanno inferto al settore un drastico ridimensionamento che s’è trasformato in autentica  carenza, degli  operatori sanitari rispetto agli anni di maggior investimenti. In Emilia Romagna rispetto al 2012, anno di massima occupazione, i medici sono diminuiti di 435 unità.

lo giudice

Secondo uno studio di Anaao Assomed   per tornare ai livelli di occupazione complessivi del passato sarebbe necessario assumere oltre 7 mila medici e più di 2 mila dirigenti sanitari non medici  in tutta Italia, con tre Regioni  del Sud  (Campania, Lazio e Sicilia) che da sole necessitano di oltre 6mila camici bianchi.

Numeri che fanno lievitare il conto del piano di assunzioni – a cui dovrebbe mettere mano anche il Governo – che non tiene tra l’altro in considerazione le carenze degli infermieri, altro buco nero del servizio sanitario nazionale: ne mancano all’appello   50-55milaunità.in tutto il Paese.

Sulla  carta  l’Emilia-Romagna    ha raggiunto la media richiesta   del rapporto 1:3 tra medici e infermieri,     ma il problema della  carenza, spesso legata anche all’utilizzo degli infermieri nella varie articolazioni territoriali, spicca ugualmente, soprattutto in Ausl Romagna, con numerosi  reparti in sofferenza cronica – in medicina, geriatria, chirurgia ed altro … – che si accentua in caso di   assenze del personale per malattia o nei festivi e ferie estive e invernali con relative difficoltà del personale nel sostenere i carichi di lavoro dei reparti.

Dottore in ospedale

“E’ necessario aumentare il personale del servizio sanitario perché non è ammissibile fare contabilità e risparmio  sulla salute delle persone.  Nei presidi dell’Ausl Romagna non c’è carenza soltanto di medici e infermieri, ma anche di pediatrici, Oss – Operatori Socio Sanitari ,  professionisti sanitari in generale ,  tecnici salutari e  della manutenzione”: scrive in una nota Filippo Lo Giudice, segretario generale dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini e Ravenna.

“Gli anni del picco massimo di uscita dei medici dal mercato del lavoro per pensionamento sono  indicati nel biennio   2023 al 2025. Complessivamente, su scala nazionale, per tamponare la carenza di personale, sarebbe necessario assumere almeno la metà  dei circa 9.000  medici inseriti nei percorsi di  formazione e  borse di specializzazione ,  che insieme ai quasi 15.000 specializzati degli ultimi 3 anni rappresentano una platea adeguata per tamponare la prima ondata di uscite dal mondo del lavoro. Dunque, si devono aumentare i fondi regionali e statali  per formare il personale e garantire la tenuta del sistema”: aggiunge Filippo Lo Giudice.

“A livello locale, la mancanza di personale nel servizio sanitario pubblico nell’Ausl della Romagna innesca  disagi non soltanto in corsia ma anche sul versante dell’utenza, con  prestazioni specialistiche, esami e test, anche  importanti , che   vengono rinviati nel tempo. L’allungamento delle liste d’attesa   nasce anche da questo problema”: sottolinea il segretario del sindacato Ugl  di Forlì-Cesena-Rimini e Ravenna.

“Come sindacato non possiamo non evidenziare che i casi di carenza cronica del personale medico, infermieristico e paramedico  comporta  per la forza lavoro in servizio  il ricorso sistematico a doppi turni, la rinuncia ai riposi contrattuali e il taglio delle giornate di ferie. E, al di là della riconosciuta abnegazione dei singoli operatori e medici del servizio sanitario, riteniamo sia inevitabile che tutto questo si  possa ripercuotere negativamente sulle qualità delle prestazioni assistenziali. Dunque è necessario correre ai ripari,  varando  un maxi piano di nuove assunzioni nel servizio sanitario dell’Emilia-Romagna. E lanciamo questo appello anche alle forze politiche in corsa per le elezioni regionali del 26 gennaio 2020 affinché si adoperino per superare questa autentica ed intollerabile  emergenza ”:  conclude il segretario generale dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini e Ravenna,  Filippo Lo Giudice.

 

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