Lions Club Forlì Host dona pc e stampante a nuova sede Ail

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donazione Lions ad Ail

(Sesto Potere) – Forlì – 6 luglio 2020 – Nei giorni scorsi, dopo il periodo di chiusura forzata della nuova sede, dovuta alla diffusione del virus Covid 19, l’ Associazione Italiana contro le leucemie e i linfomi (Ail) ha riaperto i locali di Forlì, in viale Roma n. 88, anche se le attività sono sempre proseguite comunque. 

donazione Lions ad Ail

È stato così possibile effettuare la donazione di due computer e una stampante da parte del Lions Club Forlì Host, donazione che va ad aggiungersi a quelle di diverse altre molte aziende del territorio che hanno contribuito a consegnare all’Ail una sede funzionale e attrezzata.

Nei giorni scorsi una delegazione del sodalizio, composta dal presidente Foster Lambruschi e dai soci Riccardo Bevilacqua, Vito Foggetti, Domenico Settanni e Gabriele Zelli, è stata accolta da Gaetano Foggetti ed Elena Giberti, rispettivamente vice presidente e coordinatrice AIL Forlì-Cesena.

Nell’occasione Foster Lambruschi ha ricordato che per l’acquisto da parte del club delle apparecchiature sono stati utilizzati i fondi raccolti (1.500 euro) in occasione di Commercianti per un giorno, la manifestazione promossa dalla Fiera di Forlì lo scorso 9 febbraio, che vide impegnati soci e socie del Forlì Host.

l’inaugurazione della sede AIL (ph Fabio Blaco)

Mentre Gaetano Foggetti ha evidenziato che la sede dell’Ail è pronta ad accogliere i visitatori in totale sicurezza, così come a mettere a disposizione la sala multimediale, che è stata adattata alle nuove esigenze e, salvaguardando le distanze previste dalle indicazioni sanitarie, è pronta ad accogliere riunioni e incontri fino ad un massimo di 20-25 persone.

Lo stesso Gaetano Foggetti ha rimarcato anche gli obiettivi principali che l’associazione dal suo nascere si è posta occupandosi principalmente di promuovere e finanziare la ricerca scientifica per trovare nuove strade di cura e guarigione delle malattie del sangue; essere vicina ai malati e ai loro familiari nei duri momenti della malattia; sostenere l’équipe di ematologia del territorio per favorire competenze e tempi più puntuali; finanziare il servizio medico di assistenza ematologica domiciliare per portare le cure a casa del paziente; informare e sensibilizzare sulle gravi malattie ematologiche, perché insieme si può davvero fare la “differenza”. Infatti anche con i fondi raccolti dall’Ail la ricerca scientifica in ambito ematologico sta facendo continuamente passi da gigante. 

“Noi di Ail Forlì-Cesena abbiamo tra i nostri obiettivi”, ha dichiarato Foggetti, “quello di promuovere e sostenere la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma, e delle altre patologie ematologiche. Finanziamo, infatti, progetti sia a livello nazionale (attraverso la Fondazione G.I.M.Em.A “Franco Mandelli”) che locale, contribuendo ad aprire sempre nuove strade per garantire e migliorare il futuro di tanti.
I fondi raccolti dall’Ail consentono ai pazienti e ai loro familiari di poter contare su un adeguato supporto specialistico. Ail Forlì-Cesena ha contribuito a fare la storia dell’ematologia nella provincia. Con i nostri contributi, infatti, abbiamo finanziato e stiamo finanziando l’attività di medici specialisti che completano l’équipe di Ematologia della provincia (diversi dei quali sono già entrati in pianta organica IRST). Questo consente di poter garantire ai pazienti tempi rapidi per le prime visite (diagnosi) e per i successivi controlli, permettendo così una puntuale gestione della malattia”.

“I fondi raccolti dall’Ail permettono di evitare il ricovero in ospedale a tutti i pazienti che possono essere curati nella propria casa, vicino ai propri cari”, ha concluso Foggetti. “La nostra sezione, infatti, sostiene interamente il costo dell’attività dei medici dedicati al servizio di Assistenza domiciliare ematologica, sia nel comprensorio forlivese che cesenate. Un prezioso supporto che gratuitamente portiamo al domicilio del malato per essere al fianco suo e dei suoi familiari, migliorandone la qualità della vita e accompagnandoli con competenza e professionalità nei duri momenti della malattia”. 

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