Liberazione, vandalizzata lapide di Albo Sansavini

0
319

(Sesto Potere) – Forlì – 7 novembre 2020 – L’Anpi sezione di Forlì e l’ Anpi provinciale Forlì Cesena denunciano il danneggiamento della lapide che ricorda il partigiano Albo Sansavini, nome di battaglia Dik (qui nella foto). Ad accorgersi del fatto un volontario dell’Anpi, che per conto del Comune, “come da tradizione e gratuitamente”, era andato ad apporre una coccarda alla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani, nei giorni della Liberazione di Forli.

“Qualche vigliacco ha pensato bene di vandalizzare la lapide che ricorda il sacrificio di Albo Sansavini, nome di battaglia Dik. Noi ne onoriamo il ricordo, in piazza, nella giornata della liberazione di Forlì, insieme alle autorità cittadine. Perchè dietro a quella e alle altre lapidi ci sono storie da preservare”: scrivono in una nota l’Anpi di Forlì e l’ Anpi provinciale.

“La storia di Dik è questa: era un operaio, e viveva al Ronco. Fu arrestato a Casola Valsenio  il 15 aprile 1944, dopo essere stato ferito  in azione. Rinchiuso nel carcere di Forlì, fu torturato a lungo per farlo parlare. Fu trasferito a Bologna, a S, Giovanni in Monte a disposizione del comando SS, insieme ad altri partigiani romagnoli (Bertaccini e Ghelfi), che saranno tra le vittime di un  eccidio, quello di Cibeno, nei pressi di Carpi. Albo, invece, con quattro partigiani modenesi  verrà fucilato al Poligono di Tiro di Bologna il 26 giugno 1944. Il suo sacrificio, come quello dei tanti partigiani che ricordano i cippi e le epigrafi che onoriamo in questi giorni, merita rispetto e commozione. Non l’odio di qualche ignorante, che non sa o non vuol sapere cosa fu il fascismo. Parafrasando Einstein: “Ci sono due cose infinite, l’universo e la stupidità dei fascisti, e sul primo ho dei dubbi”…”: conclude la nota dell’ Anpi di Forlì e dell’ Anpi provinciale.