Legambiente, rapporto finale Goletta verde: 32 foci inquinate, 1 punto ogni 81 km di costa

0
385
goletta verde

(Sesto Potere) – Rimini – 20 agosto 2021 – Mala depurazione e scarichi illegali restano il principale nemico del mare e delle acque interne del nostro Paese. A parlare chiaro sono i dati del bilancio finale di Goletta Verde e Goletta dei laghi, le due campagne itineranti di Legambiente, con partner principali Conou e Novamont, che quest’estate con un team di oltre 300 volontari e volontarie dei Circoli di Legambiente hanno monitorato mare e laghi.

Su un totale di 389 punti campionati in 18 regioni, in mare e in 34 laghi italiani, 1 punto ogni 3 è risultato oltre i limiti di legge. Le criticità maggiori sono state prevalentemente riscontrate a ridosso delle foci di fiumi, rii e canali che, sfociando in mare o nel lago, portano con sé cariche batteriche a volte molto elevate, derivanti spesso dagli scarichi fognari non depurati dai comuni dell’entroterra.

goletta verde

Preoccupa Legambiente anche la situazione dei cosiddetti malati cronici che l’associazione ambientalista ha raggruppato in una lista di 32 punti tra mare e laghi, tutti in corrispondenza di foci di corsi d’acqua, che risultano inquinati e fortemente inquinati da oltre 10 anni secondo i monitoraggi di Goletta Verde e Goletta dei Laghi. Luoghi dimenticati, vere e proprie fogne a cielo aperto che riguardano ben 13 regioni. Una fotografia quella scattata da Legambiente nel complesso preoccupante.

L’Unione Europea, sottolinea Legambiente, ha più volte ammonito l’Italia avviando ben quattro procedure d’infrazione per il mancato adeguamento alla direttiva europea sui reflui, due delle quali già sfociate in condanna per le quali la Penisola sta pagando multe salate. Sino ad ora le multe, relative solo alla condanna (C-251/17) relativa alla prima procedura infrazione (2004/2034) che riguarda 69 agglomerati urbani (ognuno dei quali comprende più comuni), sono costate al nostro paese oltre 77 milioni di euro e continueremo a pagare fino a che l’emergenza non verrà superata. Ancora oggi il 40% dei reflui fognari delle nostre città non è adeguatamente depurato (elaborazione Legambiente su dati Commissione Ue), un problema che non riguarda solo il sud Italia ma anche il Nord della Penisola.

Ad oggi sono 939 agglomerati non in regola, che generano un carico complessivo di quasi 30 milioni di abitanti equivalenti su un totale di 77 milioni. Se si guarda però anche al carico generato da questi agglomerati, espresso nel numero di abitanti equivalenti, emergono le criticità in regioni che non si trovano solo nel Mezzogiorno. L’80% del carico complessivo degli agglomerati in stato di infrazione proviene da 5 regioni: dalla Sicilia in primis (il 23%) ma anche da Lombardia (il 19%), Campania (il 17%), Calabria (l’11%) e Lazio (che contribuisce per il 10%, con 6 agglomerati in infrazione su 162 regionali).

La situazione in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna i volontari e le volontarie di Goletta Verde hanno campionato 11 punti nella costa romagnola, tra il 19 e il 20 luglio, di cui 7 foci e 4 punti in spiaggia. 2 i campioni risultati oltre i limiti di legge ed entrambi sono foci di fiumi: la foce del canale Ferrari in località Punta Marina a Ravenna e la foce del Marano a Riccione (RN).
Degli 11 punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde 2 sono risultati inquinati. La foce del canale Ferrari in località Punta Marina a Ravenna è un nuovo punto che i volontari e le volontarie di Goletta Verde hanno campionato quest’anno, individuato grazie alle segnalazioni dei circoli di Legambiente del territorio e del regionale Legambiente Emilia Romagna, ed è risultato oltre i limiti di legge. Anche la foce del Marano a Riccione (RN) è risultata fortemente inquinata, dato che non stupisce visto che dal 2010 è risultato entro i limiti di legge solo una volta.
“La situazione delle acque nella nostra regione a livello generale può dirsi soddisfacente – ha dichiarato Paola Fagioli, Direttrice Legambiente Emilia Romagna, ma non dobbiamo abbassare la guardia: la foce del Marano a Riccione risulta, dallo storico dei nostri campionamenti, fortemente inquinata da 10 anni. Questo significa che nulla è stato fatto per migliorare la depurazione, e che persistono le criticità alle foci dei fiumi. Ad aggravare la situazione c’è da evidenziare che questa foce si trova al centro di una spiaggia frequentata dai bagnanti”.
La foce del canale navigabile Porto Garibaldi a Comacchio in provincia di Ferrara è risultato entro i limiti di legge.
Dei 5 punti campionati in provincia di Ravenna solo uno è risultato inquinato, ed è la foce del canale Ferrari in località Punta Marina.Gli altri 4punti, la foce dei fiumi Uniti in località Lido Adriano a Ravenna, la foce del fiume Savio in località Lido di Savio a Cervia, la spiaggia a nord del canale di destra del Reno e la spiaggia a nord della foce del fiume Lamone in località Casal Borsetti a Ravenna, risultano entro i limiti di legge.
L’unico punto campionato in provincia di Forlì – Cesena, la foce del fiume Rubicone in località Gatteo a Mare a Gatteo, è risultato entro i limiti di legge.
A Rimini sono 4 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, 3 dei quali risultano entro i limiti di legge: la foce del torrente Ventena a Cattolica, la spiaggia a sud della foce del fiume Uso in località Igea Marina al confine tra Bellaria e Igea Marina e la spiaggia a sud del fiume Marecchia in località San Giuliano Mare a Rimini. Unico punto risultato fortemente inquinato, come da quasi 10 anni, è la foce del torrente Marano a Riccione.

Goletta verde

Dati finali di Goletta Verde e Goletta dei laghi.
Su 263 campioni prelevati lungo le coste marine dai volontari di Goletta verde, 22 punti sono stati giudicati inquinati mentre ben 70 punti sono risultati fortemente inquinati: complessivamente oltre i limiti di legge quindi il 35% del totale. 1 punto inquinato ogni 81 km di costa.  Il 50% dei punti monitorati dalla campagna (131 punti su 263) ha riguardato le foci di fiumi e canali. Delle 131 foci campionate, il 58% (76 su 131) è risultato oltre i limiti di legge, a dimostrazione di come le foci siano i punti critici che portano inquinamento a mare a causa delle note criticità depurative del nostro Paese, e siano dunque questi i punti maggiormente da attenzionare da parte delle istituzioni competenti.

Eppure sono molte le aree lungo la costa che non vengono controllate dalle autorità di riferimento che si concentrano prevalentemente sulle aree adibite alla balneazione, abbandonando a loro stessi i tratti di costa antistanti le foci dove viene dato per scontato che l’inquinamento sia presente.
Dei 263 campioni eseguiti da Goletta verde ben 120 hanno riguardato aree non controllate dalle autorità competenti – secondo le indicazioni riportate dal Portale Acque del Ministero della Salute – e nel 52% dei casi sono risultate oltre i limiti di legge. E non migliora la situazione per quanto riguarda l’informazione ai bagnanti, altro obiettivo centrale della campagna di Goletta verde.
Nei tratti di costa non controllati dalle autorità competenti e, di conseguenza, interdetti alla balneazione, in cui i tecnici di Goletta verde hanno eseguito i prelievi, nel 63% dei casi non c’è il divieto di balneazione. In quelle balneabili, mancano i cartelli informativi obbligatori avvistati solo nel 10% dei punti.
Sono 32 i punti che secondo i prelievi di Goletta Verde e Goletta dei Laghi degli ultimi 12 anni, risultano inquinati o fortemente inquinati da oltre 10 anni e riguardano ben 13 regioni.