Legacoop, le chiusure per Covid19 ‘bruciano’ 9,5 mld di fatturato

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(Sesto Potere) – Roma – 31 marzo 2020 – Una perdita di fatturato di circa 9,5 miliardi di euro, questo la cifra calcolata dall’Area studi di Legacoop relativa alla chiusura delle attività delle cooperative italiane che non rientrano nella lista dei servizi essenziali, stabilita con il Dpcm del 22 marzo scorso.

Come noto, in seguito all’aggravarsi dell’emergenza Coronavirus nel nostro paese, il governo ha messo in campo diverse misure restrittive, fra cui quella contenuta nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 22 marzo (poi modificata con un successivo decreto del 25 marzo) con cui è stabilita la chiusura di tutte quelle attività produttive non considerate “di pubblica utilità” o comunque non necessarie ad altre filiere produttive o per il Paese.

L’Area studi di Legacoop ha voluto quindi indagare l’impatto delle misure di restrizione previste all’interno delle imprese aderenti a Legacoop e da questa analisi emerge come, fra l’altro , la sospensione dell’attività produttiva abbia coinvolto il 37% delle imprese cooperative italiane: il fatturato generato dalle imprese che operano nei settori produttivi sospesi è di circa 9,5 mld. di euro, pari al 16% del valore della produzione complessivo delle imprese Legacoop considerate e dal punto di vista occupazionale risulta invece coinvolta il 18% (75.189 addetti) della forza lavoro totale.

Il campione è stato quindi riclassificato, su base dimensionale, secondo i criteri attualmente utilizzati dalle Istituzioni e contenuti nella Raccomandazione n. 2003/361/Ce della Commissione Europea del 6 maggio 2003. Da un punto di vista dimensionale, le imprese aderenti che rientrano nella classe delle grandi e che andranno incontro alla sospensione dell’attività risultano principalmente concentrate nei settori delle costruzioni, dell’industria e dei servizi. Si tratta del 15% delle grandi imprese aderenti che nel complesso generano il 13% del fatturato e occupano il 20% degli addetti delle grandi Legacoop.

Rispetto alle grandi imprese, tra le PMI è più alta la percentuale d’incidenza delle imprese che andranno incontro alla sospensione dell’attività (37%). Il valore della produzione generato dalle 2.961 PMI sospese e il relativo numero degli addetti corrispondono rispettivamente al 21% e al 17% del totale.

In questo caso i settori maggiormente coinvolti sono le costruzioni e le attività immobiliari, l’industria, il commercio e i servizi. Nello specifico, le attività sospese nel settore delle costruzioni e delle attività immobiliari sviluppano oltre il 9% del fatturato complessivo delle PMI mentre gli addetti nelle imprese con attività sospese del settore dei servizi impiegano oltre l’11% della forza lavoro complessiva delle PMI aderenti a Legacoop.

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