Le vie di Dante, Viroli e Zelli: “Lonely Planet ha dimenticato San Benedetto, Acquacheta e Forlì”

0
244
zelli e viroli

(Sesto Potere) – Forlì – 18 dicembre 2020 – “Quando abbiamo appreso che Lonely Planet aveva stilato anche per il 2021 la classifica del premio mondiale Best in Travel (classifica che non si limita a registrare tendenze, ma che invita i viaggiatori a visitare luoghi unici e viene rilanciata a livello globale, sui media, sul sito e in altre cinque lingue) siamo andati immediatamente a verificare se fossero stati inseriti itinerari romagnoli. Siamo così venuti a conoscenza che Ravenna è stata premiata con il prestigioso riconoscimento per “Le vie di Dante”, progetto APT Servizi Regione Emilia Romagna e Toscana Promozione Turistica, e che, dato peraltro inconfutabile, la città bizantina è segnalata come tappa fondamentale del percorso…

una raffigurazione di Dante

Nel segnalare il conferimento del prestigioso riconoscimento assegnato, veniva altresì evidenziato che ciò accadeva proprio in occasione dell’apertura delle celebrazioni dantesche per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta; che Ravenna ha inaugurato, il 5 settembre scorso, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la riapertura della tomba di Dante dopo accurati lavori di restauro.  Tutto molto bello, se non che, andando a verificare l’itinerario che autori, redattori e influencer hanno elaborato si resta sbigottiti perché di storico, a parte indicare Firenze come città natale e Ravenna come luogo dov’è sepolto Dante, non c’è quasi nulla!”: a ravvisare la dimenticanza sono Marco Viroli e Gabriele Zelli (nella foto in alto).

Il percorso indicato da Lonely Planet propone infatti ai turisti di passare per Faenza, Brisighella, Marradi, ecc., in quanto, si legge nella guida, “luoghi in cui il grande poeta italiano visse da esule”. Ma quando mai! E’ noto a tutti che i paesi e le città che ospitarono Dante quando nel 1302, condannato a morte, non poté rientrare a Firenze, sono San Benedetto in Alpe e le località della valle dell’Acquacheta, da cui poi approdò a Forlì ospite della famiglia Ordelaffi”: puntualizzano Viroli e Zelli.

Cascata dell’Acquacheta

“Le località indicate nelle “Vie di Dante” sono luoghi di grande fascino, che ci stanno molto a cuore e che, nonostante il periodo che non facilita gli spostamenti, abbiamo visitato anche di recente pur avendone già un’ottima conoscenza. Ma pur essendo citate nella Divina Commedia al pari di gran parte delle città romagnole, non possono però essere considerate “città dantesche” anche se sono unite da una linea ferroviaria che vede transitare di tanto in tanto un trenino peraltro poco utilizzato. Molto fascinosa è la denominazione della colonna di vagoni trainati dalla locomotiva con il nome di “treno di Dante”, tuttavia resta il fatto che con il Sommo Poeta non ha nulla a che fare se non per il fatto che il trenino collega la Romagna con la Toscana e viceversa. 
Queste zone possono essere considerate “terre di Dante” nell’accezione più ampia del termine, mentre nel particolare la storia va raccontata con maggior veridicità senza farsi condizionare dalle suggestioni.  E tutto ciò dovrebbe essere posto in evidenza con forza dalle località che ingiustamente sono state escluse dalle “Vie di Dante”. Cosa aspettano i paesi della valle dell’Acquacheta e Forlì a rivendicare i propri sacrosanti diritti in materia?”: si domandano Marco Viroli e Gabriele Zelli.