(Sesto Potere) – Bologna – 20 giugno 2022 – Il 2020 è stato un anno di emergenza anche sul fronte della cybersecurity, con un aumento tendenziale a doppia cifra dei reati informatici (+16,8%) in Emilia-Romagna. Con il diffondersi di strumenti digitali connessi al web aumenta anche l’esposizione a questo tipo di attacchi.

In un anno in cui i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria calano complessivamente del -19,0% in Emilia-Romagna e del -17,4% in Italia, le truffe e frodi informatiche aumentano del 17,6% raggiungendo le quasi 18 mila denunce all’anno e i delitti informatici

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crescono del 6,8% raggiungendo i 1.345 casi, per una media complessiva di 52 denunce al giorno.

Nell’ultimo decennio questi reati informatici in Emilia-Romagna sono cresciuti al ritmo del 9,3% all’anno.

Nel dettaglio, tra il 2015 e il 2020 il totale dei reati informatici è salito del 54,4% con alcune accentuazioni che emergono dall’analisi territoriale: cresce di una volta e mezzo il fenomeno a Ferrara (+148,6%) ed è quasi raddoppiato a Parma (+96,1%).

Si registrano aumenti sopra alla media regionale anche a Modena (+68,5%). All’opposto si osserva un dinamismo più contenuto del fenomeno a Forlì-Cesena (+23,3%) e Rimini (26,5%).

Ai tempi della cyberwar la sicurezza informatica è cruciale per il 38,1% delle Mpi, le Micro e Piccole imprese.

Questi dati sono forniti dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna.