(Sesto Potere) – Bologna – 29 marzo 2022 – Il Gruppo Granarolo, il primo gruppo agroalimentare a capitale italiano, uno dei più importanti operatori dell’industria alimentare in Italia, il maggiore gruppo lattiero caseario italiano, tramite la cooperativa Granlatte ha deciso dal mese di aprile di riconoscere agli allevatori per i conferimenti un prezzo minimo alla stalla di 48 centesimi al litro, al quale aggiungere Iva e premio qualità. I 633 soci allevatori verranno compensati rispetto ai forti aumenti sostenuti, negli ultimi mesi, dei fattori di produzione tra i quali il caro energia e gli effetti della guerra russo-ucraina.

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’esprimere apprezzamento per la delibera adottata dal piu’ grande gruppo cooperativo italiano aderente ad Filiera Italia commenta affermando che si tratta di “una scelta responsabile che ci auguriamo venga seguita da tutti i grandi gruppi industriali e cooperativi per garantire la sopravvivenza dell’allevamento italiano.”

“Per l’effetto congiunto dell’aumento dei costi energetici e dei mangimi il settore dei bovini da latte – sottolinea la Coldiretti – ha subito incrementi di costi pari al 57% secondo il Crea che evidenzia il rischio concreto di chiusura per la maggioranza degli allevamenti italiani che si trovano costretti a lavorare con prezzi alla stalla al di sotto dei costi di produzione. Un rischio per l’economia, l’occupazione e l’ambiente ma anche per l’approvvigionamento alimentare del Paese in un settore in cui l’Italia è dipendente dall’estero per il 16% del proprio fabbisogno.

“L’adeguamento dei compensi è necessario per salvare le 26mila stalle da latte italiane sopravvissute che garantiscono una produzione di 12 milioni di tonnellate all’anno che alimenta una filiera lattiero-casearia nazionale, che esprime un valore di oltre 16 miliardi di euro ed occupa oltre 100.000 persone con una ricaduta positiva in termini di reddito e coesione sociale” sostiene il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “la stabilità della rete zootecnica italiana ha un’importanza che non riguarda solo l’economia nazionale ma ha una rilevanza sociale e ambientale perché quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate.”

Ettore Prandini

Anche Confagricoltura apprezza l’impegno di Granarolo nel riconoscere agli allevatori un aumento sul prezzo del latte alla stalla, a sostegno dell’intera filiera lattiero-casearia italiana.

“La grave situazione che vivono in particolare gli allevamenti, a causa dell’impatto congiunto dell’inflazione e dell’aumento smisurato dei costi di produzione e dell’impennata dei prezzi delle materie prime, mette a rischio un comparto d’eccellenza del ‘made in Italy’, che si è trovato a lavorare in perdita.”: afferma Confagricoltura.

“Auspichiamo vivamente – afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – che questa scelta di venire incontro agli allevatori, che rappresentano un comparto che vale oltre 16 miliardi di euro e occupa più di 100.000 persone, costituisca un esempio che verrà seguito da tutti gli altri gruppi industriali”.

Le aziende lattiero-casearie in Italia sono quasi 26.000. Il Nord Ovest contribuisce per il 47% al valore complessivo della produzione di latte bovino, con la Lombardia (39%) e l’Emilia Romagna (17%), che sono le prime due regioni.