L’Alto Reno terra di Castagni nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici

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(sesto Potere) – Bologna – 11 luglio 2021 – La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” è stata inserita ufficialmente nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, approvato con decreto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF). La città metropolitana di Bologna, grazie a questo riconoscimento, ottiene il suo primo paesaggio tutelato, ma non finisce qui: l’intenzione dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, del Comune di Alto Reno Terme e dell’Associazione Castanicoltori Alta Valle del Reno è di proseguire nel percorso di candidatura insieme al MIPAAF per iscrivere la “Corona di Matilde-Alto Reno terra di Castagni” all’interno del programma internazionale FAO “Globally Important Agricoltural Heritage Systems”, che ha lo scopo di tutelare e salvaguardare i sistemi agricoli di importanza globale presenti in un determinato luogo da lungo tempo, anche secoli, che risultano stabilizzati mediante una significativa armonia integrata tra aspetti produttivi, ambientali e culturali. Fino ad ora la FAO ha designato in Italia  solo due sistemi: “Gli uliveti delle pendici tra Assisi e Spoleto” e “I vigneti tradizionali del Soave”. La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” potrebbe aspirare così a diventare il terzo in Italia.

La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” circoscrive un territorio di 2543 ettari collocato nell’Alta valle del Reno a sud-ovest della città di Bologna, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, in cui l’insediamento umano e della castanicoltura si sono sviluppati da più di un millennio giungendo sino a noi con segni tangibili e spesso immutati. In tali luoghi, che fanno parte del comune di Alto Reno Terme, emergono gli antichi borghi di Castelluccio, Capugnano, Borgo Capanne, Lustrola, Granaglione e Boschi di Granaglione, che conservano ancora l’esatto impianto urbanistico e le tipologie insediative e religiose del passato. Ognuno di questi borghi è circondato da selve castanili, molte delle quali coltivate a frutto, altre ancora gestite a legno, e da superfici a seminativo e prative. L’insieme disegna una fascia di territorio continua compresa tra i 600 e i 1200 metri d’altitudine che avvolge a semicerchio (da qui la denominazione di “corona”) anche la parte interna e morfologicamente più aspra che sale oltre i 1400 metri, per poco o nulla insediata, coperta da boschi prevalentemente di faggi.

In questi luoghi il castagno si è diffuso nel periodo feudale, sotto il governo di Matilde di Canossa (1046-1115), tanto da spingere le popolazioni locali a disboscare ampie superfici per lasciare spazio a nuove corti, ai campi agricoli limitrofi ed agli impianti coltivati dei castagneti da frutto, noti come “castagneti matildici”. La castanicoltura per secoli è stata il centro vitale della popolazione di questi luoghi, dando il via alla “Civiltà del Castagno”, che fondava la propria sussistenza su questo frutto prezioso. A distanza di 900 anni tale impronta rimane fortemente radicata nelle comunità che vivono in questi luoghi con l’orgoglio di avere preservato un patrimonio culturale che oltre ad essere conservato, va soprattutto valorizzato.

9° Festa della Castagna a Cecciola – Comune di Ventasso

In Emilia-Romagna, attualmente, i Paesaggi Rurali Storici inseriti nel Registro del MIPAAF sono il Comprensorio di Bonifica Valli Le Partite, le Partecipanze Centopievesi, la Tenuta della Diamantina, la Pineta di San Vitale e gli Oliveti della Valle del Lamone.

Questo importante riconoscimento nazionale aggiunge un tassello fondamentale all’opera di valorizzazione del nostro territorio montano e dei suoi prodotti della castagna che l’Accademia Nazionale di Agricoltura sta portando avanti, in questi anni, presso il Parco Didattico Sperimentale del Castagno di Granaglione (località inserita all’interno della “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni) di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, curando la supervisione scientifica anche dell’innovativo progetto degli alberi parlanti detto “TreeTalker”. Il progetto vede l’utilizzo di sofisticati rilevatori a sensori, posti su 48 castagni, che giornalmente forniscono dati sulla crescita dell’albero, l’acqua prelevata, la CO2 assorbita, il colore delle foglie fornendo importanti dati scientifici sullo stato di salute delle piante e le condizioni ambientali della zona (maggiori informazioni sul sito www.castagniparlanti.it).

Tutto questo è testimone dell’ampio progetto di valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio di Alto Reno Terme, progetto che intende portare l’area verso la fondamentale transizione ecologica richiesta dai tempi mediante attività di turismo slow, wellness e beauty, eventi culturali nei borghi, valorizzazione della filiera produttiva del castagno (dalla raccolta, ai prodotti enogastronomici fino alla lavorazione del legno), passeggiate tra i monti, visite ai castagneti secolari, produzione di alimenti salutistici dai prodotti del bosco e molto altro. Grazie all’importante riconoscimento nazionale la “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” ha le potenzialità di diventare il nuovo centro propulsivo di attività culturali e scientifiche per tutto l’Appennino bolognese e regionale.