La scuola in fiera a Bologna: primo e unico caso sperimentale in Italia, cronaca e commenti inaugurazione

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(Sesto Potere) – Bologna – 14 settembre 2020 – Primo e unico caso sperimentale in Italia di utilizzo di uno spazio fieristico per il ritorno a scuola nel post lockdown legato alla pandemia: è stato inaugurato oggi, lunedì, 14 settembre , alla presenza tra gli altri del governatore regionale, Bonaccini , e del sindaco di Bologna, Merola, (vedi foto in alto, ndr), in occasione del primo giorno di scuola il Padiglione 34 della Fiera di Bologna trasformato a tempo di record in una “mega” scuola da 75 aule per ospitare 1.600 studenti di tre istituti bolognesi, i Licei Minghetti e Sabin e l’Istituto di Istruzione Superiore Pier Crescenzi Pacinotti Sirani. 

In tutto sono circa 120 le aule aggiuntive, permanenti e provvisorie, realizzate dalla Città metropolitana nelle scuole superiori del territorio legate all’emergenza Covid. Certamente l’opera più innovativa e visibile è quella in Fiera – su sono stati investiti circa 1,5 milioni di euro – ma sono anche stati acquistati moduli prefabbricati per 20 aule (4 al Sabin, 4 all’Archimede di Persiceto, 4 al Rambaldi Valeriani di Imola e 8 al Majorana di San Lazzaro) investendo 1,5 milioni di euro tra noleggi e acquisti mentre 1.650.000 euro sono serviti per manutenzione ordinaria e straordinaria legata all’emergenza Covid.

Il progetto della Scuola in Fiera, nato su iniziativa della Città metropolitana di Bologna e sviluppato dall’architetto Cucinella, vuole essere l’occasione per accogliere, dopo sette lunghi mesi, gli studenti a scuola in un’area ben collegata al trasporto pubblico e all’interno di uno spazio già attrezzato, molto ampio ed esistente, che consente di rispondere in tempi brevi a tutte le prescrizioni legate ai distanziamenti, imposte dalle normative Covid.

Il progetto

Il Padiglione 34 della Fiera di Bologna allestito e pensato da MC A – Mario Cucinella Architects come una piccola cittadella da vivere, è stato ridisegnato secondo un’idea di città a partire da tre assi principali che si diramano dall’esterno, questi diventano gli accessi diversificati delle tre scuole, attorno a ognuno di essi si genera una trama di assi secondari sui quali si distribuiscono le aule, per un totale di 75 aule cui si aggiunge un’area specifica con 3 aule Covid. Circa 4mila i pannelli utilizzati per costruire le aule e 500 i corpi illuminanti a led per illuminarle.
Proprio come in una città, all’interno di queste “trame urbane” si aprono come spazi pubblici delle aree intermedie per la condivisone o per laboratori e workshop, creando così un luogo che pur essendo dentro un padiglione fieristico trova comunque dei momenti di libertà. Una “scuola città” pensata per far divertire e riflettere sulla sostenibilità: i rivestimenti colorati, le pareti, la pavimentazione e gli arredi diventano oggetto di apprendimento attraverso delle infografiche dinamiche e interattive create con un colore diverso per ogni “quartiere” scuola, che affrontano i grandi temi ambientali, come ad esempio l’economia circolare, i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. A caratterizzare le aree di condivisione, le sedute BAL8 disegnate dai giovani professionisti della SOS – School of Sustainability, e realizzate mediante la stampa 3d, con filamenti di plastica riciclata, da WASP e R3direct. Anche i cerchi concentrici della grafica della pavimentazione diventano come una segnaletica giocata sul tema del distanziamento.

scuola in Fiera ph Francesco Paolucci

Anche gli studenti hanno dato il loro contributo nel pensare a questa “scuola città” intitolando i nomi delle vie a personalità dell’attualità o che hanno contraddistinto questo periodo storico pandemico e post-pandemico che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo. C’è la via dedicata a Li Wenliang, il medico cinese che aveva dato l’allarme sul virus, quella dedicata ai migranti del Mediterraneo, ai medici e agli infermieri, quella dedicata a George Floyd e ancora: via Gennaro Arma, via della Speranza, via Yuri Gagarin, via Altiero Spinelli, via Breonna Taylor, via 2 Agosto 1980, via Martin Luther King.

I commenti

“Oggi è un giorno importante – è il commento del sindaco metropolitano Virginio Merola – perché anche grazie a questa innovativa operazione siamo riusciti a dare uno spazio e un banco a tutti i nostri studenti e alle nostre studentesse, pur in una situazione complessa come questa. È una cosa non scontata e che infatti non sta avvenendo in tutte le zone del Paese. Anche se dobbiamo tenere alta la guardia su tutti gli aspetti necessari a questa ripartenza, a partire dall’assegnazione di tutti i docenti necessari alle diverse scuole. Un grande ringraziamento va alla Fiera che ha accolto la nostra richiesta e a tutti coloro che in questi pochi mesi hanno lavorato con noi affinché oggi potessimo essere qui a inaugurare il Padiglione.”

“Grazie a un enorme lavoro di squadra – spiega il Consigliere metropolitano delegato alla Scuola Daniele Ruscigno – per cui ringrazio i dirigenti e tutti i collaboratori delle scuole, i tecnici della Città metropolitana e di Fiera e lo studio Cucinella, siamo riusciti a realizzare in tempi da record una struttura temporanea fondamentale per rispettare il distanziamento e l’apertura delle scuole”.

“La scuola in fiera – dichiara l’architetto  Mario Cucinella che ha immaginato e disegnato le aule – sarà una grande opportunità, sarà una scuola costruita come fosse una piccola città in cui i ragazzi troveranno le strade intitolate ai personaggi che hanno scelto, nuove aule e i percorsi completati con colori e infografiche sui temi ambientali. La sfida del post-Covid sarà il progetto architettonico, gli spazi ampi saranno essenziali, perché abbiamo un’altra idea di scuola, che è quella di comunità. Una politica educativa che fa delle belle scuole dice ai ragazzi che si sta prendendo cura di loro e l’architettura è un modo per prendersi cura delle persone”.

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