L’ə di Castelfranco, interrogazione in Senato di Aimi (Fi): Scempio linguistico

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(Sesto Potere) – Bologna – 14 aprile 2021 – “Apprendo, non senza sconcerto, che il Comune di Castelfranco Emilia (MO) ha cominciato a usare sulla propria pagina Fb (vedi foto qui nella pagina, ndr) il simbolo fonetico ə, detto schwa (la e capovolta), come desinenza finale al posto dei plurali maschili e femminili, allo scopo di adottare un linguaggio più “inclusivo” rispetto alle differenze di genere. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Ma davvero un Comune, organismo dello Stato, pensa che questa sia inclusione? Una simile scelta, peraltro adottata da una istituzione statale, rischia di compromettere seriamente la comprensione del testo da parte di cittadini, italiani e stranieri. Uno scempio linguistico, grammaticale e pure fonetico. Perché, in effetti, non si comprende come poi andrebbero pronunciate foneticamente le parole che terminano con un simbolo raro, inesistente in italiano e poco familiare anche in numerose lingue europee”: dichiara il senatore Enrico Aimi, commissario regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna (in alto nella foto, ndr).

“Pare che, per ora, questa “insolita” modalità di comunicazione verrà usata dal Comune solo sui social. Ma la questione, francamente, ci preoccupa non poco. Se questa modalità di scrittura, che nulla ha a che vedere con la nostra lingua, dovesse essere adottata in comunicazioni istituzionali cosa accadrebbe? Pensiamo a un bando, un avviso pubblico, una delibera di giunta scritta in questo modo. Presenterò una interrogazione in Senato affinché a livello nazionale si assuma una posizione netta e chiara nei confronti di tali assurde decisioni”: aggiunge Aimi.

“Lo faccio in maniera ancor più convinta ora, nella ricorrenza dei 700 anni di Dante Alighieri, padre della nostra lingua. Agli amministratori di Castelfranco Emilia ricordo, infine, che la nostra lingua discende da quella latina che ha tre generi: maschile, femminile e neutro. Abbiamo già tutte le carte in regola per parlare e scrivere correttamente, senza andare a creare inutili stravolgimenti che sanno tanto di “sinistra propaganda”: conclude il senatore e commissario di Forza Italia Emilia-Romagna, Enrico Aimi.