(Sesto Potere) – Bologna – 22 giugno 2022 – La Regione Emilia Romagna vince con il Grand Tour della Valle del Savio la settima edizione dell’Oscar Italiano del Cicloturismo, il riconoscimento che ogni anno viene conferito alle “green road” delle regioni che promuovono le due ruote con servizi mirati al turismo “lento”. Il secondo premio va alla Regione Marche per Strade di Marca. Mentre al terzo posto si classifica la Regione Lombardia con la Ciclabile Valchiavenna. La giuria premia anche la Provincia Autonoma di Trento, già al primo posto lo scorso anno insieme alla Calabria, con una menzione per la Green Road delle Dolomiti. Mentre la menzione speciale di Legambiente è assegnata alla Regione Puglia per la Ciclovia dell’Ofanto.

La proclamazione s’è svolta a Matera in Basilicata – regione vincitrice lo scorso anno della menzione speciale di Legambiente – con una vera e propria festa nella città novella Capitale del Cicloturismo.

Banca Ifis – Ecosistema della bicicletta, focus cicloturismo
Secondo il market watch di Banca Ifis sono 8 milioni gli italiani interessati al cicloturismo, il 16% della popolazione maggiorenne. L’Italia è il primo produttore di biciclette in Europa con oltre 3 milioni di pezzi (+7% vs il 2020): di questi ben l’11% è rappresentato da e-bike (+25% nel 2021). Proprio la diffusione dell’e-bike spinge il cicloturismo, che ha retto meglio la crisi degli ultimi due anni: il 38% degli operatori attivi sul business cicloturistico ha registrato ricavi in crescita o stabili contro il 13% degli altri business turistici e circa il 90% degli operatori prevede un trend positivo anche per il biennio 2022-2023.

cicloturismo

Il vero punto di svolta è costituito dalla varietà dell’offerta: non può esserci cicloturismo senza servizi, sempre più richiesti ai tour operator. In Italia sono ormai circa 4.940 gli operatori turistici che hanno un’offerta dedicata al cicloturismo, pari a circa il 38% del totale delle agenzie o T.O. attivi e ben 4.550 alberghi che offrono servizi dedicati alle due ruote. Ai T.O. italiani si rivolgono anche gli stranieri (36% del totale cicloturisti). Nei pacchetti di vacanza generici i giorni in media dedicati al cicloturismo sono 3,2, al costo giornaliero di € 115. Tra i servizi inclusi nei pacchetti turistici dedicati, i più richiesti sono noleggio della bicicletta, tour di gruppo, alloggio e copertura assicurativa. L’e-bike – prevista nel 46% dei pacchetti turistici dedicati – si conferma strumento di inclusività, consentendo a un numero sempre più ampio di visitatori di accedere a territori ed esperienze altrimenti preclusi.

Il cicloturismo rappresenta un’opportunità di business anche in quanto volano di comarketing: il 55% degli operatori turistici lo hanno promosso nel biennio 2020-2021 tramite collaborazione con le aziende del territorio, percentuale che arriverà al 77% nei prossimi 2 anni. Per il futuro, il 67% degli operatori turistici concordano nel dire che la guida cicloturistica sarà il servizio a maggior crescita, a conferma della voglia di esplorare territori nuovi e non scontati.

Nel Belpaese sono circa 4.940 i percorsi adatti al turismo in bicicletta, 90mila km lungo tutta la penisola con una maggiore concentrazione in quattro regioni del Nord Italia: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. Si tratta di un mix di percorsi tra ciclopedonali, ciclabili, strade o ciclostrade. Non servono solo ciclabili o ciclovie a uso esclusivo – attualmente il 27% del chilometraggio complessivo – ma percorsi comunque adatti alle due ruote di cui l’Italia è ricca, grazie anche al possibile recupero di argini e sedimi ferroviari dismessi: oggi il 36% dei percorsi sono relativi a strade senza o a basso traffico.

Nel complesso il Nord Italia rappresenta quasi la metà delle scelte di soggiorno (49%) dei turisti italiani e stranieri, con il Nord Est a raccogliere oltre il 30% delle richieste dei cicloturisti, grazie alla facilità d’accesso dal Nord Europa e all’ampia offerta di servizi (leader il Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia-Romagna, per l’offerta di servizi aggiuntivi superiore alla media nazionale).
Il cicloturismo porta con sé i concetti di sostenibilità, salute e inclusione, attivando circoli virtuosi in grado di valorizzare i territori, e fa parte del trend di riscoperta della bicicletta come mezzo di una nuova mobilità attivando un importante processo economico per il nostro Paese: il ritorno delle produzioni in Europa (+11% i produttori italiani nel solo 2021 e di quasi 3 milioni all’anno la produzione europea di biciclette da reshoring).

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I candidati
La giuria – composta da personalità di spicco nel campo del giornalismo, opinion leader, sponsor, esperti e personalità dei settori bike, ambiente e turismo – ha dovuto scegliere tra le proposte presentate da regioni, territori e province autonome, tra questi Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, provincia autonoma di Trento, Veneto e, per la prima volta, la Regione Molise.

La Giuria
Andrea Abodi (Istituto Credito Sportivo), Monsignor Liberio Andreatta (Comitato Permanente Ministero del Turismo), Bernabò Bocca di Federalberghi, Peppone Calabrese (Linea Verde Rai), Antonio Dalla Venezia (FIAB-Federazione Ita-liana Ambiente e Bicicletta), Diana de Marsanich (Natural Style), Ernesto Fürstenberg Fassio (Banca Ifis), Maria Rita Grieco (TG2), Marina Lalli (Federturismo Confindustria), Marco Mancini (Gruppo FS Italiane), Giorgio Palmucci (ENIT), Enrico Rondoni (TG5), Guido Rubino (Cyclinside), Gianluca Santilli (Osservatorio Bikeconomy), Alessandra Schepisi (Radio 24), Sebastiano Venneri (Legambiente). Presidente è Ludovica Casellati, direttore di viagginbici.com e fonda-trice di Luxury Bike Hotels.

I vincitori delle edizioni precedenti
Nelle passate edizioni sono state premiate con il primo posto dell’Oscar Italiano del Cicloturismo: nel 2015, l’Umbria con la ciclovia “Assisi-Spoleto-Norcia”; nel 2016, il Friuli Venezia Giulia con “L’Alpe Adria”; nel 2017, Il Veneto con “La Ciclovia dell’Amicizia”; nel 2018 la Lombardia con “La Ciclovia del Fiume Oglio”; nel 2020, l’Abruzzo che ha vinto con “Bike to Coast”; nel 2021 un inedito ex aequo ha visto salire sul gradino più alto del podio la “Green Road dell’Acqua” della Provincia Autonoma di Trento e la “Ciclovia dei Parchi”, in Calabria.

Di seguito, il dettaglio del premio assegnato all’Emilia-Romagna:

Primo posto – Grand Tour Valle del Savio in Emilia Romagna
Il Grand Tour Valle del Savio è un suggestivo percorso permanente di 172 km – in prevalenza asfaltati, su strade non più utilizzate e su argini – lungo i territori attraversati dal fiume Savio. È un itinerario “ad anello”, che può essere co-minciato e terminato in uno qualsiasi dei sei comuni dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, ognuno con una sua pecu-liarità: Cesena con la sua Rocca, l’Abbazia del Monte, il Teatro Bonci e la Biblioteca Malatestiana (“Memoire du Monde” UNESCO), Montiano con suo borgo medievale, Mercato Saraceno con gli edifici in stile liberty, Sarsina con l’Arena Plautina e il Plautus festival, il santuario di San Vicinio e la basilica ultramillenaria, Bagno di Romagna con le sue terme e palazzo Pesarini, Verghereto con l’eremo di Sant’Alberico e il monte Fumaiolo, con le sorgenti del Tevere da un lato e del Savio dall’altro.

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Il percorso attraversa anche l’imponente Parco delle Foreste Casentinesi, patrimonio UNESCO, con Sasso Fratino e le faggete, percorrendo in parte il confine geografico tra Emilia Romagna e Toscana. Ben segnalato e collegato ad altri percorsi e alla rete ferroviaria, il Grand Tour è ricco di servizi per ciclisti e cicloturisti – punti di ricarica pubblici e privati per e-bike, segnaletica permanente e pannelli informativi, fontane d’acqua, bike sharing, negozi convenzionati, strutture ricettive, ristoranti, bar e cantine bike friendly con servizio di ciclofficina e cicloguide, trasporto bagagli, ecc. – tutti riuniti nel Valle Savio Bike Hub, un progetto pubblico-privato che coniuga sostenibilità e innovazione.

Valle Savio Bike Hub Grand Tour con tracce GPX scaricabili

La Giuria ha premiato il lungimirante progetto del Valle del Savio Bike Hub, un esempio vincente di integrazione tra pubblico e privato che ha saputo mettere in rete tutti i soggetti della filiera turistica per valorizzare il territorio at-traverso la bicicletta, in una regione da tempo impegnata nell’attuazione e nella promozione dei percorsi dedicati al turismo lento e responsabile.

Il commento
L’Assessore a Mobilità e Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini ha commentato: “Ringraziamo la Giuria per questo riconoscimento molto gradito, che testimonia il forte impegno della Regione e del territorio per lo sviluppo della rete ciclabile regionale, della sostenibilità ambientale e del cicloturismo in generale, un settore in gran-de crescita. Accanto alle ciclovie nazionali, Vento, Sole e Adriatica, che si stanno realizzando sul nostro territorio – aggiunge Corsini – aumentano i percorsi ciclabili messi in campo dalle realtà locali con il supporto della Regione, con iniziative esemplari come è quella del Grand Tour Valle del Savio, che risponde ad alti standard sia dal punto di vista pae-saggistico, che per la qualità del percorso, della segnaletica e dei servizi correlati. L’Emilia-Romagna è una regione ciclabile – conclude Corsini – con progetti di eccellenza a livello nazionale. Il nostro obiettivo è quello di conseguire la quota di 1000 km di ciclovie entro il 2025 e per quanto riguarda i centri urbani di raggiungere il 20% di mobilità cicla-bile (quota già attuata da città come Ferrara e Reggio Emilia). Un obiettivo di grande importanza per la mobilità regionale. Per questo motivo le ciclovie sono state inserite a pieno titolo all’interno del Piano regionale integrato dei trasporti”.