(Sesto Potere) – Forlì – 4 ottobre 2022 – Approvata, nell’ultima seduta del consiglio comunale, la mozione presentata dai consiglieri del gruppo Forlì e Co. Federico Morgagni e Giorgio Calderoni (nella foto qui a lato) a sostegno della lotta delle donne iraniane per il diritto all’uguaglianza e all’autodeterminazione.

“Abbiamo proposto al Consiglio comunale un ordine del giorno di ferma condanna della repressione e di netta solidarietà agli uomini e alle donne in lotta in Iran per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti fondamentali, oltreché di richiesta di un’indagine rapida e imparziale sulla morte di Mahsa  Amini (la ragazza curdo-iraniana di 22 anni deceduta il 16 settembre scorso a Teheran dopo essere stata arrestata dalla polizia perché non portava il velo in modo corretto, ndr). Abbiamo inoltre chiesto che, in Iran come ovunque, le istituzioni operino con la massima determinazione per garantire il diritto all’autodeterminazione delle donne, il superamento di ogni forma di discriminazione e l’uguaglianza di diritti e opportunità in ogni ambito della vita collettiva, così come previsto dalla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna, adottata dalle Nazioni Unite nel 1979 e ratificata dall’Italia nel 1985″: spiegano i due consiglieri comunali. 

calderoni e morgagni

Dopo un breve confronto è emersa la convergenza di tutti i gruppi consiliari sullo spirito e gli obiettivi del documento, che è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale.

“La richiesta di verità e giustizia per Masha Amini (nella foto in alto) ha rappresentato il detonatore di una massiccia sollevazione della società civile iraniana, giovani e donne in testa, poi divenuta protesta di massa per il rispetto dei diritti umani e la fine delle discriminazioni nei confronti delle donne. La risposta del regime è stata una sanguinosa repressione che ha già prodotto decine di vittime, oltre 1200 arresti e un numero incalcolabile di violenze e torture… La profonda commozione suscitata nel nostro Paese da questi fatti ci ha indotti a ritenere che anche la nostra città dovesse prendere posizione”: raccontano Federico Morgagni e Giorgio Calderoni.

Più in generale, i consiglieri del gruppo Forlì e Co. ricordano che: “Ormai da giorni assistiamo con sgomento alle tragiche notizie che giungono dall’Iran.  Sin dall’insediamento, la scorsa estate, del presidente ultraconservatore Raisi, il regime khomeinista ha via via accentuato il suo carattere repressivo e autoritario. Come denunciato dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani, nel giro di pochi mesi centinaia di oppositori politici, dissidenti veri e presunti, esponenti della società civile, militanti femministe, attiviste e attivisti Lgbtq sono stati arrestati, spesso torturati, o addirittura condannati alla pena capitale per reati di opinione.  La stretta del regime si è manifestata anche nell’imposizione sempre più rigida delle norme «a tutela della morale islamica», fra le quali l’imposizione obbligatoria dell’hijab (velo) per tutte le donne dall’età di 9 anni” e “ai primi di settembre, secondo dati dello stesso Governo iraniano, erano oltre 300 le donne arrestate dalla Polizia Morale per violazioni della legge sull’abbigliamento”: hanno precisato Federico Morgagni e Giorgio Calderoni.