(Sesto Potere) – Forlì – 24 giugno 2021 – Riceviamo e pubblichiamo una nota di Lodovico Zanetti, presidente sezione ANPI di Forlì:

“Leggo la nota del circolo Caterina Sforza di Fratelli d’Italia contro la scelta dell’amministrazione forlivese e del Sindaco Zattini di intitolare, su richiesta del quartiere Romiti , un’area verde all’ Ottava Brigata Garibaldi, e di inaugurarla. Attacco per altro in nome di una presunta riconciliazione nazionale, il che detto da un partito che non riesce a riconciliarsi neanche con se stesso, avendo Fratelli d’Italia due gruppi in consiglio comunale, a Forlì, in perenne lite, pare surreale.
Le argomentazioni , poi, mi sembrano  fallaci. Il nostro paese nasce dalla Resistenza, la nostra Carta Costituzionale è figlia di quegli uomini e quelle donne che combatterono il fascismo, e è un dovere ricordarli. Tutti. Per altro , magari senza errori storici. L’amnistia firmata da Togliatti (ma voluta dal governo De Gasperi) grazia, purtroppo, i criminali fascisti, impedendo quel processo che invece ci fu in Germania, a Norimberga e in Giappone a Tokio. In realtà l’amnistia che cancellava i reati fino al 1946, e Togliatti fu criticato dentro al PCI per averla fatta.

il sindaco Zattini

A estenderla ai reati computi fino al 1948, fu il governo Pella, nel 1953, con la firma del guardasigilli Antonio Azara, democristiano , che durante il fascismo fu  nel comitato scientifico delle riviste “La nobiltà della stirpe” e “Diritto Razzista”. E sul perchè fu fatta, qualche domanda, dal punto di vista storico, me la farei, se fossi nei politici di Fratelli d’Italia. E sui fatti di sangue alla fine di quella che fu una guerra incivile, in realtà in Italia furono molto minori di quelle in altri paesi che avevano subito il giogo nazifascista. Basta leggere cosa successe in Francia, Olanda, Norvegia, o peggio in Cecoslovacchia dove si parla di milioni di profughi e centinaia di migliaia di vittime tra i cittadini di etnia tedesca.
Detto questo, non ci può essere equiparazione alcuna tra un regime totalitario e i suoi adepti, e chi combattè per ridarci la libertà.
E l’antifascismo è stato il collante di quell’arco costituzionale che univa liberali e democristiani, comunisti e socialisti, repubblicani e azionisti.
Il Sindaco Zattini si rifà , politicamente a una di queste nobili tradizioni, anche se non è la mia. Mi raccontò che a iniziarlo alla politica, a Meldola fu Don Vitaliano Zanetti, arciprete di S. Nicolò Resistente, e anticomunista, che litigava spesso con suo cugino, comunista, che era mia nonno e che si chiamava come me. Ma don Zanetti fece di tutto per salvarlo, Lodovico, quando arrestato dai fascisti. finì incarcerato alle Casermette. Perchè questo fu la Resistenza, dove diversi combatterono per un paese di uguali, e di questa Resistenza l’Ottava fu uno dei gioielli.
Non condivido quasi mai le scelte politiche di Zattini, ma sul suo antifascismo non ho dubbi. Per questo , oggi,  ha tutta la mia solidarietà di fronte a un attacco decisamente fuori luogo”.