(Sesto Potere) – Bologna – 28 settembre 2022 – Il Progetto di Legge regionale “Interventi urgenti a sostegno del settore agricolo, agroalimentare, ittico e delle bonifiche” si pone come strumento efficace per affrontare alcune problematiche che stanno colpendo la filiera agroalimentare,  “un provvedimento che va nella giusta direzione, ma ci saranno ancora molte battaglie da fare insieme”, commenta la Cia dell’Emilia-Romagna.

regione emilia-romagna

Tra gli interventi settoriali, è di fondamentale importanza la scelta di dedicare risorse alla ricerca e all’innovazione in ambito agroalimentare. Investire nella ricerca significa adempiere alla richiesta europea di ridurre gli impatti ambientali per raggiungere l’obiettivo di un’agricoltura sempre più sostenibile. Inoltre, alla luce delle vecchie e nuove fitopatie, come ad esempio la flavescenza dorata e la maculatura bruna e per difendersi degli attacchi da parte d’insetti nocivi, è necessario implementare lo studio di nuove molecole e di nuovi agrofarmaci in grado di permettere agli agricoltori di difendersi in modo adeguato e raggiungere un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica a tutela del reddito delle aziende agricole.

Sempre in tema di emergenze patologiche, è fondamentale investire le risorse necessarie per fronteggiare l’epidemia della Psa. L’intervento previsto all’articolo. 2 è più che necessario per permettere alla filiera suinicola di implementare le misure di biosicurezza degli allevamenti.

È  evidente che contestualmente al rafforzamento dei presidi di biosicurezza deve essere attuata una gestione più virtuosa del cinghiale, che sappiamo essere il principale vettore della patologia in oggetto.

A parere della Cia è positivo l’intento della Regione Emilia-Romagna di voler concorrere al finanziamento della spesa per la realizzazione dei Piani di controllo della specie cinghiale, al fine di garantirne una maggiore efficacia nella loro attuazione.

Altrettanto importante – per l’associazione – è favorire l’azione di contrasto delle specie fossorie alla luce dei disastri che queste specie hanno concorso a determinare. Superfluo, in questa sede, evidenziare che senza una radicale riforma della L. N.n. 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica) la corretta gestione di tutta la fauna è impossibile.

In Emilia Romagna le filiere della pesca e dell’acquacoltura costituiscono da sempre un patrimonio strategico per l’economia regionale, e l’investimento di risorse in un settore che da tempo versa in una situazione complicata risulta essere necessario. L’art. 3 fa riferimento agli interventi straordinari per compensare il fermo pesca.

Altrettanto condivisibile è il contributo previsto per i consorzi di bonifica per concorrere alle ingenti spese di progettazione per opere di bonifica e tutela del territorio regionale.

Alla luce degli eventi atmosferici estremi, la  necessità di risorse per implementare la realizzazione di opere di prevenzione al dissesto idrogeologico evidenzia la piena consapevolezza della Regione sul ruolo di presidio i Consorzi svolgono.

In conclusione, la Cia apprezza quanto proposto nel Progetto di Legge in oggetto, auspicandone una tempestiva approvazione.