(Sesto Potere) – Forlì – 28 novembre 2022 – Crescita sostenuta dell’inflazione nei primi dieci mesi dell’anno nelle due province di Forlì-Cesena e Rimini. L’aumento riguarda tutti i capitoli di spesa – escluso solo quello delle comunicazioni – e, in particolare, quelli riferiti all’energia elettrica, gas e altri combustibili; in tale contesto, ottobre rappresenta il mese con il maggior incremento tendenziale. Diversità nei due territori di riferimento, con Forlì-Cesena che fa segnare aumenti superiori a quelli regionali e nazionali e Rimini con variazioni altrettanto positive ma inferiori agli incrementi registrati sia in Emilia-Romagna sia in Italia.

Forlì, piazza Saffi ph Google Earth

Queste, in sintesi, le principali dinamiche che emergono dall’analisi degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per i capoluoghi di Forlì e Rimini ed estendibili alle relative province, elaborate dall’Ufficio Informazione Economica della Camera di commercio della Romagna.

In Italia i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da un sensibile aumento dell’inflazione; ottobre fa segnare un rialzo record del +11,8% dell’indice ISTAT NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo). Bisogna risalire a marzo del 1984 per trovare una variazione tendenziale maggiore del NIC (+11,9%). La regione Emilia-Romagna è seconda, dietro al Trentino Alto Adige, per crescita dei prezzi, con un aumento del 12,5% e un’incidenza sul costo della vita per nucleo familiare medio di 2.973 euro annui.

Nell’ambito dell’Osservatorio Economico, la Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha elaborato alcuni dati circa l’andamento dell’inflazione nei territori di riferimento dell’Ente, relativi ai primi dieci mesi del 2022.

“La guerra russo-ucraina e le variabili speculative, in particolare, il rincaro dei costi energetici, rappresentano dei fattori critici sia per le imprese, sia per le famiglie. Il forte aumento dei costi causa una compressione dei margini operativi delle imprese e mette a rischio la sopravvivenza di molte di queste, soprattutto delle micro-piccole. I maggiori costi per le imprese, poi, si traducono in aumenti dei prezzi dei beni, con conseguenze negative sull’andamento economico in generale. Inoltre, l’innalzamento dei tassi di interesse da parte della BCE, per contenere l’inflazione, avrà un impatto negativo sul costo dei prestiti, con il rischio di aggravare la situazione delle famiglie – dichiara Carlo Battistini, (nella foto in alto), presidente della Camera di commercio della Romagna –. Tra i vari interventi possibili per far fronte a queste criticità, è opportuno intervenire sulle componenti fiscali e parafiscali della bolletta elettrica e del gas naturale, ma anche procedere per legge a una moratoria sui finanziamenti. È necessario anche riequilibrare, sul piano geopolitico, la struttura di approvvigionamento del Paese, promuovere una riforma del mercato elettrico e incrementare la produzione da fonti rinnovabili. A livello europeo occorre muoversi con la stessa unità e la stessa determinazione con cui sono stati affrontati gli effetti negativi della crisi pandemica”.

Rimini, piazza Cavour, ph Google Earth

Nei primi dieci mesi del 2022 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per l’intera collettività (NIC) per il capoluogo di Forlì (estendibile alla provincia di Forlì-Cesena), rispetto a gennaio-ottobre 2021, è stata pari a +8,4%, superiore a quella regionale (+7,7%) e nazionale (+7,5%); trend che, con l’eccezione di aprile, risulta essere costantemente crescente, arrivando a segnare un incremento “storico” ad ottobre pari al 13,4% (Emilia-Romagna: +12,5%, Italia: +11,8%).
Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, nella classifica decrescente, Forlì-Cesena si colloca al secondo posto per ciò che riguarda la variazione media tendenziale gennaio-ottobre (dopo Piacenza); stessa posizione riguardo alla variazione annua nel mese di ottobre (dopo Ravenna).

Nei primi dieci mesi del 2022 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per l’intera collettività (NIC) per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia), rispetto a gennaio-ottobre 2021, è stata pari a +7,3%, lievemente inferiore a quella regionale (+7,7%) e nazionale (+7,5%); trend che, con l’eccezione di aprile e luglio, risulta essere costantemente crescente, arrivando a segnare un incremento “storico” ad ottobre pari al 12,2% (Emilia-Romagna: +12,5%, Italia: +11,8%).
Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, nella classifica decrescente, Rimini si colloca al settimo posto per ciò che riguarda la variazione media tendenziale gennaio-ottobre (dopo Piacenza, Forlì-Cesena, Bologna, Ravenna, Ferrara e Modena); stessa posizione riguardo alla variazione annua nel mese di ottobre (dopo Ravenna, Forlì-Cesena, Piacenza, Bologna, Modena e Ferrara).