Industria culturale, come sono cambiate le abitudini degli italiani con il Covid? Studio Nomisma

0
612

(Sesto Potere) – Bologna – 6 settembre 2021 – Nomisma, società nata a Bologna che realizza da più di 35 anni ricerche di mercato e consulenze, ha presentato il 1° settembre i dati rilevati dalle analisi svolte per UniCredit in materia di cultura, audiovisivo e  turismo culturale. E’ stato analizzato lo scenario dell’industria culturale e creativa italiana per individuare gli elementi che possano favorirne la ripresa dopo la crisi pandemica e fornire alle imprese della filiera elementi utili a definire le strategie di ripartenza. Una riflessione con obiettivi futuri che s’è svolta nel corso di Italia: lo Stato dell’arte, un ciclo di incontri realizzato da UniCredit che ha visto la presenza di Nomisma.  Una collaborazione con il noto Istituto Bancario che aveva già portato nei mesi scorsi alla nascita dell’Osservatorio sul Turismo, sviluppato da Nomisma con l’obiettivo di monitorare i comportamenti dei turisti italiani e stranieri nel 2020 e 2021.

A seguire le informazioni emerse dalle ricerche Nomisma rispetto al modo in cui gli italiani si approcciano all’intrattenimento audiovisivo domestico e all’approccio ai canali digitali dopo il Covid-19 e al loro rapporto con il turismo culturale.

L’importanza di parlare dell’industria culturale e creativa italiana dopo il Covid-19

Fare il punto sull’industria culturale e creativa del nostro Paese risulta fondamentale, soprattutto dopo il Covid-19. Questo settore, infatti, è stato uno dei più colpiti dalla pandemia: il Coronavirus ha portato i musei a perdere circa 80 milioni di euro di fatturato, i cinema quasi 120 milioni e gli spettacoli musicali 350 milioni. Nel 2019, invece, con un valore aggiunto di 90,7 miliardi di euro, il comparto aveva permesso di generare il 5,7% del valore aggiunto totale italiano e il 5,9% degli occupati dell’intera economia. 

Nel corso del 2020 i canali digitali sono stati protagonisti di un forte sviluppo sia dal lato della domanda – con una consumer base che si è ampliata con tassi di crescita finora sconosciuti – sia dal lato dell’offerta – diventando per aziende e associazioni strumenti cruciali nella relazione con il pubblico. La crisi pandemica – spiega Nomisma nel suo studio – ha difatti accelerato il processo di digitalizzazione dei diversi settori dell’economia italiana; un’evoluzione che offre agli utenti la possibilità di accedere a contenuti e servizi in modo più personalizzato e flessibile. Per questa ragione uno degli approfondimenti effettuati da Nomisma ha riguardato il rapporto tra italiani e nuove tecnologie nella fruizione di contenuti audiovisivi e di esperienze culturali.

Musica, teatro e cinema: come sono cambiate le abitudini e le esigenze degli italiani con il Covid-19

È stata la Responsabile Business Intelligence di Nomisma Silvia Zucconi a illustrare le aspettative degli italiani in merito alla fruizione di contenuti audiovisivi e culturali (musica, teatro e cinema) nel post Covid. Vediamo quali sono le principali informazioni emerse dal suo intervento.

Cambiano le modalità di fruizione degli spettacoli

Le chiusure dovute all’emergenza sanitaria hanno determinato una contrazione della domanda e dell’offerta nel comparto audiovisivo. Nel 2020, infatti, il numero di spettacoli teatrali, cinematografici e concertistici dal vivo hanno subito una diminuzione del 69% rispetto al 2019, mentre la spesa del pubblico si è ridotta del -78,8% in confronto all’anno precedente.
Questo però non ha frenato la fruizione di prodotti culturali da parte degli italiani che hanno sperimentato nuove modalità per assistere a spettacoli e concerti. In particolare, è stato rilevato che dall’inizio della pandemia il 33% ha seguito dirette social in cui musicisti e cantanti famosi si esibivano dalle proprie abitazioni, il 13% ha visitato virtualmente mostre, musei, aree archeologiche, il 6% ha visto spettacoli teatrali in streaming e il 4% ha assistito a concerti virtuali, direttamente dal proprio pc, pagando un biglietto.

Allo stesso tempo, le mura domestiche sono diventate un vero e proprio luogo di intrattenimento: il 36% degli italiani ha infatti incrementato la fruizione di film e di serie tv a pagamento e il 61% ha visto più spesso (o ha iniziato a farlo) film e serie tv su piattaforme online. Il 55% delle persone, inoltre, ha dichiarato di aver dedicato più tempo alla visione di programmi e film in televisione rispetto al 2019.

Aumenta la voglia di live

L’allentamento delle restrizioni, d’altra parte, fa crescere negli italiani la voglia di assistere di nuovo agli eventi dal vivo: il 40% si dice pronto a tornare al cinema, 1 italiano su 3 a visitare un museo, il 30% è impaziente di assistere a un concerto live e 1 italiano su 6 ha intenzione di partecipare a uno spettacolo teatrale.

Questa “voglia di live” non deve stupire soprattutto perché il cinema, il teatro, i concerti hanno molteplici significati per le persone: se per il 45% degli italiani rappresentano dei momenti di divertimento, per il 44% sono un modo per rilassarsi e dimenticare i propri problemi, oppure per sentirsi meglio anche fisicamente (secondo il 19%). Il 39% considera gli eventi live un modo per trascorrere del tempo con gli amici e la famiglia, 1 persona su 5 li vede come un’opportunità per conoscere persone nuove e condividere gli stessi interessi, mentre per il 15% sono uno strumento per sentirsi parte di una comunità. Un’altra fetta di italiani (il 34%) intravede negli spettacoli dal vivo occasioni per conoscere e imparare cose nuove.

Cosa desiderano gli italiani: l’offerta culturale ideale e il ruolo del digitale

La survey Nomisma ha indagato quale sia l’offerta culturale ideale per gli italiani nel post-Covid e ha rilevato che il 36% desidera una proposta con una vasta quantità di contenuti e vicina ai propri gusti e interessi (fattore, quest’ultimo, citato dal 18% degli italiani). Molto importante risulta la facilità di fruizione: il 24% mette al primo posto la possibilità di accedervi in ogni momento della giornata e il 14% da ogni luogo. Per il 7% degli italiani, inoltre, i contenuti dovrebbero essere brevi e veloci.

Che ruolo ha in tutto questo il digitale? In che misura è importante per le persone? La ricerca evidenzia che gli italiani considerano la tecnologia come uno strumento per facilitare l’accesso alla fruizione dei contenuti culturali, non come un elemento sostitutivo degli spettacoli dal vivo. Tra gli aspetti tecnologici più importanti vengono citati l’opportunità di ricevere il biglietto direttamente sullo smartphone (segnalata da 7 italiani su 10), di acquistare online i biglietti (importante o molto importante per il 69%) e di prenotare le attività online (rilevante per il 65%).

Turismo culturale: il ruolo della cultura nelle scelte di viaggio degli italiani

Il secondo evento ha avuto come focus il turismo culturale. È stata Valentina QuagliettiProject Manager di Nomisma, a introdurre la discussione presentando i dati emersi dall’indagine condotta per UniCredit, mirata a scoprire le intenzioni di viaggio degli italiani nel 2021 e il ruolo dell’offerta culturale nella scelta delle mete da visitare.

Gli italiani scelgono l’Italia come meta delle loro vacanze

Sono 8 su 10 gli italiani che manifestano l’intenzione di intraprendere un viaggio nel corso del 2021. In particolare, 7 su 10 sceglieranno l’Italia come meta: tra le destinazioni preferite il mare (citato dal 60%), i borghi e i villaggi rurali (26%), le città d’arte (25%). Se il 13% viaggerà verso un Paese europeo, invece, solo il 3% andrà in un Paese extra UE.

Città d’arte, mostre, siti archeologici: la cultura è protagonista delle vacanze degli italiani

L’offerta culturale rappresenta un driver di scelta importante delle mete da visitare. Secondo la ricerca, infatti, il 36% degli italiani è mosso dall’interesse di scoprire la storia e la tradizione dei luoghi visitati, e 1 su 4 è intenzionato a visitare mostre, musei, aree archeologiche, siti Unesco. Il 15%, invece, selezionerà la meta a seconda degli eventi, dei concerti e delle manifestazioni presenti.

Che genere di esperienza cercano gli italiani che scelgono le città d’arte? Il 59% dichiara di essere mosso dal desiderio di visitare luoghi ricchi di arte e cultura, il 47% di conoscere meglio la località di vacanza, mentre il 44% vuole immergersi nell’atmosfera del territorio.
In merito ai servizi gli italiani – sempre secondo lo studio Nomisma – cercano, soprattutto, tour e pacchetti di attività che permettano di usufruire di più esperienze (43%) e la possibilità di affidarsi a una guida turistica fisica (30%). Il 28%, tuttavia, non disprezza l’idea di portare sempre con sé una guida turistica virtuale, ad esempio attraverso una app sul cellulare. Non mancano poi le persone attratte dall’opportunità di usufruire di esperienze multimediali e di realtà virtuale per osservare i borghi o i siti archeologici così com’erano nell’antichità (27%).

Nuove tecnologie: uno strumento per migliorare l’esperienza culturale

Anche nel caso del turismo culturale, così come nel comparto audiovisivo, gli italiani vedono nella tecnologia uno strumento per fruire di una migliore esperienza all’insegna di semplificazione e organizzazione. L’80%, ad esempio, considera importante o molto importante poter prenotare online le attività da svolgere e il 77% ritiene rilevante poter accedere a un sito web che presenti un elenco degli eventi organizzati sul territorio.