Inceneritore, risposte di Valbonesi e Montalti (PD) a Zattini

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lia montalti

(Sesto Potere) – Forlì – 4 dicembre 2020 – “Il sindaco Zattini, tornando sul tema del termovalorizzatore, ieri con un comunicato, espone in maniera imprecisa una serie di questioni che penso vadano messe in ordine – replica a stretto giro con un comunicato il segretario territoriale del PD forlivese, Daniele Valbonesi -.  Intanto la discussione stessa, che sta creando solo confusione, nasce dalle sue dichiarazioni di qualche giorno fa che facevano ricadere le responsabilità della presenza e del funzionamento dell’impianto di via Grigioni unicamente sul Partito Democratico. Questa è la prima scorrettezza, perlomeno dal punto di vista istituzionale, nei confronti del Presidente della Regione Emilia-Romagna e di chi ha preceduto Zattini alla guida della città di Forlì”.

Valbonesi

“In merito a questo va chiarita una questione: i rifiuti non spariscono con uno ‘schioccare di dita’ e per questo ormai alcuni lustri fa la nostra regione si dotò di impianti di termovalorizzazione in tutte le province. Questo ha consentito di gestire in maniera autonoma il ciclo dei rifiuti, evitando le situazioni di emergenza che abbiamo visto in altri territori. Le particolarità locali derivano da due aspetti: il primo è la presenza di 2 impianti e l’altro, più politico, comprende una spiccata sensibilità ed interesse dei cittadini per i temi ambientali, dai quali alcune forze politiche si sono fatte contaminare. Tra queste il Partito Democratico, che negli anni ha saputo farsi carico di questi temi in chiave di politiche pubbliche e territoriali. La stessa cosa non è purtroppo accaduta nei partiti di centrodestra, che, come sempre, non hanno utilizzato queste tematiche per raggiungere obiettivi e risultati utili al bene pubblico, ma solo per strumentalizzarle a fini politici”, prosegue il segretario dei democratici.

Zattini

  “Oggi, con gran parte del territorio regionale che riduce fortemente la produzione di rifiuto indifferenziato, e con il territorio forlivese che in questo si contraddistingue per efficacia, è possibile fare ragionamenti di prospettiva diversi. Parlo di prospettiva perché è evidente che l’inceneritore non si può spegnere da un giorno all’altro, senza considerare che l’impianto, come tutti gli altri, opera in un contesto territoriale più ampio di quello forlivese. Sulla ‘prospettiva’ di cui parlavo avranno un ruolo decisivo la Regione Emilia-Romagna e la proprietà del termovalorizzatore, ma anche il Comune di Forlì, e il sindaco Zattini sa bene che sarà coinvolto su questo come sempre accaduto e come sempre accade nella normale pratica istituzionale di gestione delle politiche territoriali di questa regione. Quindi si smetta di dire che “il Comune non può fare niente“, che “decidono altri” e così via, perché tutti sappiamo che non è così. E si smetta di dividere e fare polemica. Il sindaco Zattini, nel suo ruolo di primo cittadino, deve unire e non dividere e dopo 18 mesi dal suo insediamento non può scaricare le responsabilità su chi lo ha preceduto per tutto ciò che non va e per tutto ciò, lui presume, non andrà in futuro”: insiste  Daniele Valbonesi.

Dal momento che il sindaco di Forlì ha chiamato in causa anche la Giunta regionale, interviene anche la consigliera regionale del PD, Lia Montalti: “Sin dall’approvazione della legge sull’economia circolare, nata a seguito di una proposta di legge di iniziativa popolare di cui il Comune di Forlì fu promotore, e poi nell’iter che ha interessato il Piano dei rifiuti regionali, la Regione si è sempre caratterizzata per un dialogo e un coinvolgimento costante dei Comuni. Ovviamente, anche per quello che riguarda le scelte relative all’impiantistica di smaltimento il confronto tra Comuni e Regione è costante.  È infatti evidente che le politiche dei rifiuti sono strettamente correlate con il territorio e proprio per questo il primo punto di riferimento della Giunta regionale sono sempre le Amministrazioni locali, in un’ottica di rapporti istituzionali, che tra l’altro nulla hanno a che vedere con i diversi colori politici, ma che mettono al centro quello che prima di tutto è l’obiettivo di portare avanti scelte condivise e positive per la comunità. La volontà di massimo confronto ed apertura è stata dimostrata anche dalla recente visita, ad ottobre, di tutta la giunta regionale che ha incontrato tutta la giunta del Comune di Forlì per confrontarsi sui progetti strategici per la città. Qualsiasi scelta dunque che riguarderà l’inceneritore metterà al centro il territorio e avrà come elemento centrale il confronto aperto e costante e la condivisione di tutte le scelte con il Comune di Forlì”, afferma Montalti.

Valbonesi chiude: “Concludo con una nota personale sulla quale Zattini è malamente scivolato e che mi consente un chiarimento pubblico. Da sindaco non ho scelto Hera al posto di Alea, in quanto tali, ma in materia di gestione e raccolta dei rifiuti ho scelto di percorrere la strada della gara pubblica di carattere europeo. L’ho fatto, o meglio lo abbiamo fatto come Amministrazione comunale, perché in quel momento, alle condizioni date, abbiamo valutato fosse la scelta migliore per garantire standard elevati del servizio ai nostri cittadini. Questo non c’entra niente con il termovalorizzatore, ma solo con la gestione e la raccolta dei rifiuti. Tutti devono raggiungere standard elevati di raccolta differenziata (e i Comuni che hanno scelto Alea mostrano performance avanzate) e ridurre l’indifferenziato, ma, ripeto, non vedo il nesso. Purtroppo credo che quest’ultimo argomento fosse solo un attacco personale, privo di contenuti, per distogliere la discussione dal tema centrale: la pochezza dell’amministrazione Zattini sui temi ambientali”.