(Sesto Potere) – Forlì – 5 novembre 2020 – Il TAAF-Tavolo delle associazioni ambientaliste assieme a Fridays for Future Forlì e Parents for Future Forlì, Difendiamo l’ambiente con le Unghie e il Forum salute e ambiente Forlì (ex Forum no inceneritori) invitano i forlivesi a partecipare alla mobilitazione fissata per sabato 7 novembre, per chiedere lo spegnimento dell’inceneritore Hera di Forlì.

La mobilitazione consisterà in un flash mob alle ore 15 in piazza Saffi. Gli organizzatori invitano i partecipanti a munirsi di cartelloni ispirati al tema “no inceneritori!”.

Inoltre, lo stesso giorno sarà dato il via ad un’azione di socialbombing, rivolta ai politici che negoziano il nuovo contratto fra Hera, Comune e Regione.

Ai forlivesi viene proposto di postare una propria foto sui propri profili social, con un foglio in mano che riporti la scritta “no inceneritori Forlì”, taggando il sindaco Zattini, l’assessore comunale all’ambiente Petetta, l’Assessore all’ambiente regionale Priolo e il presidente della Regione Bonaccini. Contemporaneamente gli organizzatori chiedono che ai sopracitati personaggi politici vengano inviate anche delle mail, chiedendo loro di: “spegnere l’inceneritore per i rifiuti urbani al più presto”.

Infatti, a breve sarà rinegoziato il contratto fra il Comune di Forlì, Hera e la Regione Emilia Romagna (in scadenza a gennaio 2021) che fissava la quantità dei rifiuti da incenerire nell’impianto di Hera a 120.000 tonnellate.

Gli organizzatori del flash mob precisano che: “sono preoccupati dall’aumento di portata che era stato concesso ad Hera quest’anno a maggio con il pretesto della pandemia da Covid-19, quando i rifiuti da incenerire sono in realtà calati a causa del lockdown. Ora c’è la paura che il nuovo contratto possa subire delle modifiche che aumentino il limite delle 120.000 tonnellate siglato nel 2015″ e ricordano che: “tale limite fu fissato anche in considerazione dell’esistenza di un secondo inceneritore a Forlì, quello per i rifiuti speciali di origine ospedaliera, e quindi per l’esigenza di contenere l’inquinamento complessivo prodotto da entrambi che incombe da anni sulla salute degli abitanti del territorio forlivese”.

Con la mobilitazione del 7 novembre i gruppi ecologisti chiedono che: “il nuovo contratto che verrà negoziato fra Hera, Regione e Comune di Forlì abbia una durata che non superi il 2025; che lo stesso contratto stabilisca la data di spegnimento dell’inceneritore per i rifiuti urbani forlivese, e che tale spegnimento avvenga entro il 2025; che la portata annuale non dovrà per nessun motivo superare le 120.000 tn, e che quest’ultima sarà progressivamente ridotta, imponendo ai bacini di Ravenna e di Cesena che confluiscono nel nostro inceneritore di adottare un sistema di raccolta rifiuti virtuoso, alla pari di quello di Alea; e che l’inceneritore Hera di Forlì continui ad essere destinato ai soli rifiuti urbani, provenienti dal territorio provinciale ad eccezione di Ravenna”.

“Sappiamo che il potere dell’amministrazione comunale in merito alla questione è ridotto. Tuttavia, essendo il sindaco la massima autorità sanitaria a livello locale, ci appelliamo alla sua responsabilità di tutelare la salute dei suoi cittadini, date le numerose evidenze scientifiche che mettono in relazione la emissione di sostanze inquinanti degli inceneritori e ai danni alla salute provocati alla popolazione che abita nelle loro vicinanze. Fra l’altro sempre più studi stanno dimostrando il nesso fra l’inquinamento dell’aria che causa patologie alle vie respiratorie e l’incidenza del Covid. Un motivo in più quindi per chiedere al nostro sindaco di intervenire sugli inceneritori, perché dall’abbattimento degli inquinanti nell’aria dipende la gestione della pandemia. Oltre a ricordare poi gli impegni assunti dalla nostra amministrazione in tema di riduzione di emissioni di CO2, vorremmo portare l’attenzione ai tanti sacrifici fatti dai forlivesi negli ultimi anni per ridurre i rifiuti da incenerire. Un altro aumento di portata dell’impianto di Hera e ulteriori rinvii rispetto al suo spegnimento sarebbero un vero schiaffo in faccia a tutti i forlivesi.”: si legge in una nota degli organizzatori del flash mob di sabato 7 novembre.

Su queste basi le associazioni chiedono al sindaco di Forlì Zattini di: “farsi forte delle richieste dei suoi cittadini durante i negoziati con la Regione e con Hera, e di non accettare alcun contratto che non preveda lo spegnimento dell’inceneritore entro il 2025 e che non sia in linea con le altre 3 richieste”.