(Sesto Potere) – Forlì – 25 novembre 2021 – Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da Covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, Ausl Romagna ha pubblicato alcuni dati relativi alla settimana dal 15 al 21 novembre, precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo.

Mattia Altini

Nella settimana di riferimento, si sono registrati 2.775 casi di positività (6,0%) su un totale di 46.516 tamponi effettuati.

Si registra un aumento dei nuovi casi in termini assoluti (+960) e rispetto alle previsioni del Piano aziendale si registra un tasso di occupazione di posti letto ospedalieri da parte di pazienti affetti da Covid, che pone l’area romagnola nel livello arancione.

In totale sono stati ricoverati 136 pazienti, di cui 12 nei reparti di terapia intensiva.

“Anche questa settimana – è il commento di Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna – i dati confermano una maggiore circolazione del virus, che si traduce in un aumento delle nuove positività e dell’occupazione dei posti letto, in particolare nei reparti Covid ordinari. In una fase di recrudescenza come quella a cui stiamo assistendo ora, ovunque,  è necessario accelerare sulle terze dosi del vaccino ma anche insistere sulla somministrazione delle prime e seconde dosi perché i vaccini sono il modo migliore per frenare l’epidemia e metterci al riparo dallo sviluppo della malattia nella sua forma più seria”.

“E a chi avesse ancora dubbi sull’efficacia delle vaccinazioni, dico di osservare con attenzione i dati di oggi rispetto a quelli della stessa settimana dell’anno scorso, quando eravamo per di più in presenza di forti restrizioni. Un anno fa avevamo 3969 nuovi casi rispetto ai 2775 attuali, si contavano una media settimanale di ricoveri pari a 503 contro quella attuale che è di 112 e una media di ricoveri in terapia intensiva pari a 43 a fronte della media attuale che è 6. Non c’è dubbio, la differenza più significativa oggi è riscontrabile nella malattia grave grazie  all’effetto della protezione del vaccino. Ma allo stesso tempo, contano eccome anche tutte le misure di prevenzione individuali: continuiamo ad osservarle con rigore, siamo in una fase delicata, in cui molto dipende da noi e dai nostri comportamenti”: aggiunge il direttore Sanitario di Ausl Romagna.

“Il ritorno passo dopo passo alla vita di relazione pre-covid nella sua interezza  è direttamente proporzionale alla percentuale di popolazione che aderirà alla campagna vaccinale. Di fronte alla sfida che la realtà ci propone dobbiamo  comportarci come una comunità (l’apporto del singolo al valore per tutti)”: conclude Mattia Altini.