In Recovery Plan 1,6 mld per borghi ed edilizia rurale. Coldiretti: ”Occasione per alleggerire peso demografico su città”

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(Sesto Potere) – Roma – 23 marzo 2021 – Il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, intervenendo in un webinar promosso dal Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano, ha ribadito di aver chiesto di inserire nel Recovery Plan , ancora in fase di scrittura ma vicino al completamento, risorse specifiche per la tutela di parchi, giardini e borghi antichi abbandonati e disabitati. Complessivamente: 1 miliardo di euro per i cammini e 650 milioni di euro per l’edilizia rurale.

E il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, commenta positivamente il piano del ministro della Cultura per rispondere ai cambiamenti strutturali provocati dalla pandemia: “il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel commentare positivamente il piano del ministro della Cultura, Dario Franceschini, per rispondere ai cambiamenti strutturali provocati dalla pandemia nei comportamenti degli italiani”.

Dario Franceschini

Lo stanziamento di 650 milioni per il recupero degli edifici rurali, dai casali ai depositi, dai rustici alle stalle dismesse non rappresentano sono un immenso patrimonio edilizio da salvare ma anche sarebbe un’occasione importante – sottolinea Coldiretti – per recuperare fabbricati spesso abbandonati e salvare l’architettura rurale che dà forma al paesaggio ed esprime l’identità dei luoghi in una relazione di integrazione tra i sistemi produttivi locali e la conservazione della biodiversità agricola. Una opportunità per rivitalizzare le aree interne valorizzando l’identità territoriale e i sistemi produttivi locali.

Una occasione anche per alleggerire la pressione demografica sui grandi centri urbani senza un ulteriore consumo di suolo e il rischio di cementificazione in un territorio già fragile.

E’ chiaro che in questa ottica – continua Coldiretti – è necessario colmare i ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane visto che solo il 76 % delle famiglie italiane dispone di un accesso internet e appena il 75 % ha una connessione a banda larga ma la situazione peggiora notevolmente nelle aree rurali con appena il 68% dei cittadini che dispone di connessione a banda larga nei comuni con meno di duemila abitanti, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al 2019.

Ettore Prandini

Con la grande spinta verso lo smart working, il distanziamento e le limitazioni agli spostamenti – sottolinea la Coldiretti – l’emergenza ha stravolto le abitudini sociali e lavorative degli italiani che sono tornati a guardare le campagne fuori dalle città non solo come meta per gite fuori porta ma come scelta di vita dove godere di spazi abitativi più ampi con una maggiore sensazione di sicurezza e benessere tanto che il mercato immobiliare delle case in zone rurali o in piccoli borghi – evidenzia Coldiretti – registra aumenti anche del 29% sui siti specializzati.

Un fenomeno favorito anche – sottolinea Coldiretti – dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali.  In Italia i centri sotto i 5mila abitanti sono, infatti, 5.498, quasi il 70% del totale, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ospitano il 16,5% della popolazione nazionale ma rappresentando il 54% dell’intera superficie italiana hanno anche ampi margini di accoglienza residenziale in un paesaggio fortemente segnato – spiega la Coldiretti – dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali in pianura alle malghe di montagna, dai verdi pascoli ai terrazzamenti fioriti, che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico.