In Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio il 42% dei viaggi d’affari in Italia

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(Sesto Potere) – Roma – 10 aprile 2021 – I viaggi dei residenti in Italia nel 2020 hanno toccato il loro minimo storico: sono 37 milioni e 527 mila (231 milioni e 197 mila pernottamenti), con una drastica flessione rispetto al 2019 che riguarda le vacanze (-44,8%) e ancora di più i viaggi di lavoro (-67,9%). Per le vacanze in estate il calo si è attenuato (-18,6%). Ciononostante, quasi 7 persone su 100 hanno rinunciato alla vacanza estiva (erano il 37,8% nel 2019, sono il 30,9% nel 2020 quelle che fanno almeno una vacanza tra luglio e settembre). I viaggi all’estero sono crollati (-80,0%) mentre le località italiane sono state colpite in misura minore (-37,1%) e sono state meta del 90,9% dei viaggi.

I dati sono contenuti nel rapporto Istat: “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero – anno 2020”. A seguire una sintesi…

Nel 2020, le limitazioni negli spostamenti, unitamente alle preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria, accentuano la connotazione domestica dei viaggi effettuati dai residenti. In termini assoluti, i viaggi all’estero si contraggono complessivamente dell’80%, quelli diretti nel territorio nazionale del 37,1%. Ciò produce un forte cambiamento in termini di quote, con quella dei viaggi che hanno come destinazione una località italiana che passa dal 76,1% del 2019 al 90,9%. Ancor più ampio è l’incremento dell’incidenza delle vacanze lunghe sul territorio nazionale a scapito di quelle oltre i confini nazionali (dal 67,4% del 2019 all’88,6%).

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Sulla differente performance delle località estere pesano le mancate partenze nei mesi segnati dalla chiusura dei confini nazionali e dalla sospensione dei voli internazionali. Tuttavia, anche nel trimestre estivo, nonostante la parziale attenuazione della diffusione del virus e il conseguente allentamento delle restrizioni alla mobilità, i residenti scelgono il territorio nazionale nella quasi totalità degli spostamenti, riservando alle mete estere solamente il 5% delle loro vacanze estive, il 6,5% se lunghe (nel 2019 erano rispettivamente il 22,4% e il 26,3%).

Pur nel calo generalizzato, il Nord rimane l’area del Paese con più potere attrattivo (44,6% dei viaggi), sia per le vacanze, soprattutto se brevi (53%), che per i viaggi di lavoro (52,7%). Per le vacanze lunghe, il Mezzogiorno (34,9%) incalza il Nord (36,9%) e supera il Centro (16,8%), che tuttavia continua a registrare quote più consistenti di vacanze brevi (25,6% contro 16,1%) e di viaggi di lavoro (19,3% contro 14,6%).

Toscana, Emilia-Romagna, Trentino Alto-Adige, Lombardia e Veneto continuano a essere le cinque regioni più visitate, alle quali si aggiunge la Campania. Queste sei regioni accolgono complessivamente il 55,1% degli spostamenti interni, con quote che variano tra il 5,9% della Campania e l’11,5% della Toscana, che si conferma la destinazione preferita per le vacanze nell’anno (11,7%), soprattutto se brevi (12,5%).

Per lavoro, si viaggia di più in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio che, insieme, ospitano oltre il 42% dei viaggi d’affari in Italia. Il Lazio continua a essere una delle mete privilegiate per i soggiorni di lavoro, ma, per la prima volta dal 1997, anno di avvio dell’Indagine, non è tra le prime sei regioni più visitate scivolando al nono posto. La regione arretra per tutti i tipi di viaggio, comprese le vacanze brevi, delle quali era una delle destinazioni preferite. In particolare, il Lazio è tra le aree che risentono di più della forte contrazione delle visite alle città e delle vacanze culturali, tradizionalmente molto frequenti nella regione.

Di contro, il Trentino Alto Adige sale nella classifica delle mete più visitate, diventando la regione più frequentata in occasione sia delle vacanze brevi che di quelle lunghe in inverno (rispettivamente 14,7% e 22,6%), distanziando notevolmente la Lombardia (13,9%), seconda classificata. Durante questo periodo, gli spostamenti in Trentino Alto Adige sono motivati prevalentemente dalle vacanze sportive, limitate dal lockdown solo a partire dalla metà di marzo.

Le vacanze in primavera, trainate dalle ripartenze del mese di giugno, vedono l’Emilia-Romagna e la Toscana come destinazioni privilegiate rispettivamente dei soggiorni brevi (20,9%) e di quelli lunghi (17,1%). In estate, Toscana e Trentino Alto Adige sono le mete più frequentate per le vacanze lunghe (rispettivamente 11,9% e 11,6%). Seguono Emilia-Romagna (10,8%), Puglia (8,8%, che perde il primato mantenuto nei due anni precedenti), Campania (8,1%) e Sardegna (7,6%). Si tratta di destinazioni scelte soprattutto per la montagna, la campagna e il mare, in grado di assicurare relax dopo il lockdown dei mesi precedenti, oltre ad attività all’aria aperta e in sicurezza.

In autunno, la Lombardia è la regione più visitata sia per le vacanze brevi (23,9%) sia per quelle lunghe (22,5%); per queste ultime, oltre al Veneto (21,8%), emergono anche Sardegna (11,5%), Puglia (9,4%) e Campania (7%), molto frequentate per visite a parenti e amici nel mese di dicembre, prima dell’entrata in vigore del divieto di spostamento tra le regioni.

L’esiguo numero di viaggi all’estero ha come destinazione prevalente una meta europea (86,8%): i paesi più visitati nell’anno sono Francia (14,4%), Spagna (10,2%), Svizzera (7,3%) e Austria (7%). La Francia è la destinazione più scelta per le vacanze in tutti i trimestri, soprattutto per soggiorni brevi (22,9%). La Spagna (13,6%) mantiene il secondo posto nella graduatoria, soprattutto in virtù delle partenze effettuate nel primo trimestre, prima della pandemia.