In Italia stipendi tra i più bassi dell’UE. Bevilacqua (Ugl): “In Emilia-Romagna penalizzati stagionali e contratti a termine”

(Sesto Potere) – Bologna – 12 aprile 2019 – Dal 2000 al 2017 i salari italiani sono aumentati di appena 400 euro all’anno, contro i 5.000 euro di aumento medio della Germania e i 6000 euro  della Francia, Paesi dove negli ultimi tre anni gli stipendi medi già più alti sono invece ulteriormente saliti. Una crescita inferiore di dieci volte.

pagamento in euro

Più nel dettaglio, il salario lordo di un singolo lavoratore italiano   è in media di 45.300 dollari, inferiore a tutti i maggiori Paesi dell’area industrializzata,    19esimi in classifica nell’area dei 34 Paesi  più industrializzati membri dell’Ocse.

Per contro il prelievo fiscale complessivo sul salario lordo  del lavoratore, in caso di una famiglia monoreddito, è pari al 19,9%, il 9° più alto dell’Ocse , dove la media è del 14,2%.

“La perdita del valore d’acquisto degli stipendi dei lavoratori italiani si spiega con due dinamiche diverse e convergenti: il blocco dei contratti per alcuni milioni di dipendenti pubblici e il mancato recupero dell’inflazione che continua a salire.  Per contro,  in Italia , prezzi e tariffe sono cresciuti, dall’introduzione dell’euro ad oggi, in misura maggiore  più rispetto ad altri paesi europei. Sempre l’Italia è uno dei pochissimi Paesi sui 28 dell’Unione Europea a non avere un salario minimo legale. Risultato ? Nel nostro Paese i consumi sono da tempo al palo e sugli italiani in generale,  pesa sin troppo il caro-vita”: spiega Tullia Bevilacqua , segretario generale Emilia-Romagna dell’ Ugl.

tullia bevilacqua

Il sindacato auspica  una riforma fiscale che comprenda anche  una detassazione degli stipendi.

“Sarebbe necessario un intervento del governo, con risorse fresche e aggiuntive per potenziare il potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori  e delle pensioni degli italiani. Invece , si assiste ad un paradosso: secondo un’elaborazione curata dal Sole 24 Ore,riferito agli ultimi dati dell’Osservatorio Inps, in Italia 4,2 milioni di lavoratori guadagnano meno dell’assegno mensile previsto dal reddito di cittadinanza.  Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti con contratti di apprendistato, stagionali o a tempo determinato. Con un’incidenza maggiore  al Sud , ma identico problema in alcune aree del Paese come la stessa Emilia-Romagna, pur essendo la nostra regione la terza d’Italia per salario medio dopo  Lombardia e Trentino Alto Adige”: aggiunge  Tullia Bevilacqua.

parlamento europeo

Il sindacato valuta positivamente il provvedimento per l’approdo pensionistico nel quadro di “Quota 100”, visto che questa riforma ha sanato una discriminazione nei confronti dei dipendenti  statali e dovrebbe favorire , dopo la loro quiescenza ,  il conseguente  ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. “Quota 100”, comunque,  sta già favorendo l’ingresso dei giovani in alcune grandi aziende, come il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, i cui dipendenti, nello specifico macchinisti e capitreno, erano stati fortemente penalizzati, sembra per un mero errore, dalla riforma Fornero.  Errore che è stato sanato dopo la recente riforma targata Lega-5 Stelle

Ma l’Ugl  – per voce di Tullia Bevilacqua – invita anche il governo a vigilare sulle dinamiche salariali  in generale , evitando che si creino situazioni di disuguaglianza, anche attraverso la verifica puntuale dell’approdo nel mondo del lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza affinché non si riveli una mera misura assistenziale.

 

 

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