(Sesto Potere) – Bologna – 13 novembre 2021 – Un eccesso di zucchero (glucosio) nel sangue, che l’organismo non è in grado di riportare alla normalità e che può causare una serie di complicazioni anche molto gravi. È il diabete, nota malattia metabolica, di cui domani domenica 14 novembre si celebra la Giornata mondiale: in Emilia-Romagna interessa il 7% della popolazione, che significa circa 264.000 cittadini affetti da diabete mellito, di cui 900 bambini.

Per tutti viene attivato tramite il Servizio sanitario regionale un modello di assistenza a gestione integrata, in grado cioè di coinvolgere diverse figure professionali, sia dell’ospedale che del territorio, del sanitario e del sociale, le associazioni dei pazienti e il volontariato. Un modello in cui il paziente è un vero e proprio partner dell’équipe professionale.

Questa scelta, fatta dalla Regione, ha portato negli anni buoni risultati. Lo dimostrano i dati delle principali complicazioni associate alla patologia diabetica, oggi significativamente ridotte: mortalità (-2,5% rispetto al 2010), coma diabetico (-41,1%), cardiopatia ischemica (-23,7%), infarto (-13,3%), ictus (-21,9%), vasculopatie periferiche (-7,1%), amputazioni (-19,2%), complicanze oculari (-38,2%).

E proprio per tenere alta l’attenzione, e la prevenzione, su questa malattia, sono numerose le iniziative (consultabili nei rispettivi siti internet) che le Aziende sanitarie e Ospedaliere dell’Emilia-Romagna, anche in collaborazione con le associazioni dei pazienti, organizzano sul territorio in occasione della Giornata mondiale: dagli incontri con i professionisti a punti informativi, da convegni all’effettuazione di test di prevenzione. 

Una Giornata che si celebra ogni anno il 14 novembre, nel giorno della nascita del fisiologo canadese Frederick Grant Banting: insieme a Charles Herbert Best scoprì l’insulina cento anni fa, nel 1921. Un traguardo fondamentale, che ha permesso di passare da una malattia mortale a una malattia controllabile.

L’assistenza ai diabetici in Emilia-Romagna

Dal Piacenza a Rimini, su tutto il territorio ci sono strutture dedicate per i pazienti con diabete, diversificate per età e tipologia (diabete mellito di tipo 1, che si manifesta già in età pediatrica, e di tipo 2, che insorge dopo i 35/40 anni).

Per i più piccoli, ci sono 11 Centri provinciali all’interno delle Pediatrie ospedaliere; per gli adulti, i Centri di riferimento sono 23 (hub), con più di 60 ambulatori decentrati sui territori per garantire la capillarità e la prossimità.

Per la maggior parte, gli ambulatori si trovano all’interno delle Case della Salute, dove operano comunità di professionisti (medici di medicina generale, infermieri, specialisti, assistente sociale), secondo uno stile di lavoro orientato a programmi e percorsi integrati, tra servizi sanitari (territorio-ospedale), e tra servizi sanitari e sociali

All’interno delle strutture sono presenti la medicina convenzionata, i dipartimenti territoriali e i dipartimenti ospedalieri (per esempio specialistica, riabilitazione), i servizi sociali, e la comunità nelle sue diverse forme singole e associate: paziente / caregiver / associazioni di pazienti, associazioni di volontariato.

Un’indagine effettuata attraverso un questionario anonimo, distribuito nei Centri Diabetologici territoriali e ospedalieri delle Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna, ha evidenziato una buona soddisfazione dei pazienti in merito alle informazioni e all’educazione terapeutica ricevuta (90,5%) e alla gestione dei presidi ed altre tecnologie (85,3%). L’intenzione è di proseguire con queste modalità di programmazione partecipata, così da renderle sempre più operative nei singoli territori.