(Sesto Potere) – Forlì – 12 maggio 2021 – La Camera di Commercio della Romagna ha presentato il “Dossier delle Attività Economiche nel 2020 – analisi dati e confronti di medio e lungo periodo”. L’analisi verte sui principali contenuti del Quaderno Attività Economiche 2020, disponibile per le province di Forlì-Cesena e Rimini, arricchita dai confronti di medio e lungo periodo; il report vuole costituire un elaborato di dati a supporto del governo del territorio, un valido strumento per comprendere a fondo le dinamiche e le tendenze che caratterizzano l’ambito provinciale e comunale. Fa parte, assieme ad altri Quaderni e strumenti informativi, del patrimonio statistico reso disponibile dall’Ufficio Informazione economica, in qualita di Osservatorio Economico della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini.

Le Attività Economiche in provincia di Forlì-Cesena

Al 31 dicembre 2020 in provincia di Forlì-Cesena sono presenti 36.341 imprese attive così ripartite nei principali settori economici: 21,8% commercio, 17,4% agricoltura, 15,3% costruzioni, 9,5% industria manifatturiera, 7,5% alloggio e ristorazione, 6,4% attività immobiliari, 4,9% servizi alle persone, 3,6% attività professionali e tecniche, 3,5% trasporti e 2,6% servizi alle imprese.

Sia nel medio, sia nel lungo periodo si rileva una diminuzione delle imprese attive provinciali: -4,0% rispetto al 2015 e -10,4% rispetto al 2010. Cali maggiori investono le imprese artigiane (32,3% del totale): -5,2% rispetto al 2015 e -14,6% rispetto al 2010.

Nel medio periodo ben 7 settori sui 10 principali registrano un calo delle relative imprese; la variazione negativa più alta spetta ai trasporti (-12,9%) a cui seguono i cali nell’agricoltura (-8,5%), nel manifatturiero (-8,0%), nel commercio (-6,5%), nelle costruzioni (-4,1%), nell’immobiliare (-1,7%) e nei servizi alle persone (-0,6%). In aumento i servizi alle imprese (+14,1%) e le attività professionali e tecniche (+8,8%) mentre è stabile l’alloggio e ristorazione (-0,1%).

Nel lungo periodo sono 6 i settori caratterizzati da un decremento che risulta però più marcato; accanto al calo dei trasporti troviamo anche l’agricoltura (rispettivamente, -23,5% e -23,4%), a cui fanno seguito, nell’ordine, le costruzioni (-17,7%), il manifatturiero (-14,5%), il commercio (-9,4%) e l’immobiliare (-7,2%). Crescono, invece, i servizi alle imprese (+46,2%), le attività professionali e tecniche (+7,5%), i servizi alle persone (+3,0%) e alloggio e ristorazione (+2,7%).

Da evidenziare che, rispetto al 2010, l’agricoltura perde addirittura 3 punti percentuali in termini incidenza sul totale delle imprese, passando dal 20,4% al 17,4%, così come le costruzioni ne perdono 1,3 (dal 16,6% al 15,3%); guadagnano 1 punto, invece, sia l’alloggio e ristorazione (dal 6,5% al 7,5%) sia i servizi alle imprese (dall’1,6% al 2,6%).

Da rilevare anche come la diminuzione delle imprese attive sia imputabile alla flessione del numero delle imprese individuali (-6,4% sul 2015, -15,9% sul 2010) e società di persone (-10,0% sul 2015, -15,6% sul 2010) mentre aumentano le società di capitale sia nel medio periodo (+12,7%) sia nel lungo periodo (+19,1%).

camera commercio di forli

In calo anche le micro imprese (< 10 addetti), che costituiscono il 93,5% del totale delle imprese attive: -4,8% rispetto al 2015 e -11,0% rispetto al 2010.

Cresce nel tempo la dimensione media delle imprese, passando dai 3,5 addetti per impresa del 2010, ai 3,9 addetti per impresa del 2015 fino ad arrivare ai 4,1 addetti per impresa del 2020.

L’analisi delle imprese per comuni offre due spunti interessanti; il primo è che 9 comuni sui 10 principali risultano in flessione nel medio periodo (eccetto Gatteo, +0,2%), il secondo è che tutti e 10 sono in diminuzione nel lungo periodo. Al 31/12/20 i dieci principali comuni, per numerosità delle imprese, risultano, nell’ordine: Forli (28,6%), Cesena (24,8%), Cesenatico (8,6%), Savignano sul Rubicone (4,3%), San Mauro Pascoli (2,9%), Forlimpopoli (2,7%), Bertinoro (2,5%), Gambettola (2,4%), Gatteo (2,4%) e Meldola (2,4%).

Riguardo agli ambiti territoriali, la maggiore concentrazione di imprese si registra in quelli che ricomprendono località di pianura: Grandi Centri (Forlì, Cesena), con il 53,4%, Area del Basso Rubicone (Gambettola, Gatteo, Longiano, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone), con il 14,0%, e Comuni di Cintura (Bertinoro, Cesenatico, Forlimpopoli), con il 13,8%. In tutti e tre si hanno decrementi sia nel medio sia nel lungo periodo, inferiori comunque alle variazioni negative che caratterizzano tutte le altre vallate, comprendenti località collinari e di montagna; in tale contesto, risultano maggiormente penalizzate la Valle del Bidente (-6,5% rispetto al 2015, -16,5% sul 2010), la Valle del Rabbi (-5,5% rispetto al 2015, -16,0% sul 2010) e la Valle del Savio (-6,4% rispetto al 2015, -15,1% sul 2010).

Le Attività Economiche in provincia di Rimini

Al 31 dicembre 2020 in provincia di Rimini sono presenti 34.090 imprese attive così ripartite nei principali settori economici: 25,3% commercio, 14,3% costruzioni, 13,7% alloggio e ristorazione, 9,7% attività immobiliari, 7,4% industria manifatturiera, 7,1% agricoltura, 4,4% servizi alle persone, 3,7% attività professionali e tecniche, 3,3% servizi alle imprese e 3,0% attività sportive e di divertimento.

camera commercio di rimini

Sia nel medio sia nel lungo periodo si rileva una diminuzione delle imprese attive provinciali, pari a -0,7% rispetto al 2015 e -4,6% rispetto al 2010Cali maggiori investono le imprese artigiane (27,8% del totale): -4,0% rispetto al 2015 e -10,6% rispetto al 2010.

Nel medio periodo solo 4 settori sui 10 principali registrano un calo delle relative imprese; la variazione negativa più alta spetta all’agricoltura (-7,0%), seguita da quella nel commercio (-4,7%), nel manifatturiero (-4,4%) e nelle costruzioni (-3,5%). In aumento i servizi alle imprese (+18,6%), le attività professionali e tecniche (+13,0%), i servizi alle persone (+4,1%), l’immobiliare (+3,9%), le attività sportive e di divertimento (+1,5%) e l’alloggio e ristorazione (+0,5%).

Nel lungo periodo sono sempre i 4 citati settori quelli caratterizzati da un decremento che risulta però più marcato: agricoltura (-21,2%), costruzioni (-14,3%), manifatturiero (-13,3%) e commercio (-7,1%). In aumento i servizi alle imprese (+35,5%), le attività professionali e tecniche (+11,0%), l’immobiliare (+7,7%), i servizi alle persone (+5,6%) e l’alloggio e ristorazione (+0,8%). Stabili le attività sportive e di divertimento.

Da evidenziare che, rispetto al 2010, le costruzioni perdono ben 1,6 punti percentuali in termini incidenza sul totale delle imprese, passando dal 15,9% al 14,3%, così come anche l’agricoltura ne perde 1,5 (dall’8,6% al 7,1%); guadagnano, invece, rispettivamente, 1,1 punto l’immobiliare (dall’8,6% al 9,7%) e 1 punto i servizi alle imprese (dal 2,3% al 3,3%).

Da rilevare anche come la diminuzione delle imprese attive sia imputabile alla flessione del numero delle imprese individuali (-4,2% sul 2015, -11,2% sul 2010) e società di persone (-7,5% sul 2015, -11,7% sul 2010) mentre aumentano le società di capitale sia nel medio periodo (+20,9%) sia nel lungo periodo (+31,8%).

In calo anche le micro imprese (< 10 addetti), che costituiscono il 93,1% del totale delle imprese attive: -1,0% rispetto al 2015 e -4,8% rispetto al 2010.

Cresce lievemente nel tempo la dimensione media delle imprese, passando dai 3,5 addetti per impresa del 2010, ai 3,6 addetti per impresa del 2015 fino ad arrivare ai 3,7 addetti per impresa del 2020.

L’analisi delle imprese per comuni offre due spunti interessanti; il primo è che 7 comuni sui 10 principali risultano in flessione nel medio periodo (si salvano Riccione, +0,3%, Cattolica, +2,3, Misano Adriatico, +0,8%), il secondo è che tutti e 10 sono in diminuzione nel lungo periodo.

Al 31/12/2020 i dieci principali comuni, per numerosità delle imprese, risultano, nell’ordine: Rimini (43,7%), Riccione (12,2%), Bellaria-Igea Marina (6,6%), Cattolica (6,5%), Santarcangelo di Romagna (6,1%), Misano Adriatico (4,4%), Coriano (2,9%), San Giovanni in Marignano (2,6%), Verucchio (2,2%) e Morciano di Romagna (2,1%). Riguardo agli ambiti territoriali, la maggiore concentrazione di imprese si registra in quelli che ricomprendono località di pianura: Grandi Centri (Rimini), con il 43,7%, Comuni di Cintura (Bellaria-Igea Marina, Coriano, Riccione, Santarcangelo di Romagna), con il 27,8%, e Area del Basso Conca (Cattolica, Misano Adriatico, San Giovanni in Marignano), con il 13,4%. In due di questi si hanno decrementi nel medio periodo (+1,3%, invece, nell’Area del Basso Conca) e in tutte e tre nel lungo periodo, inferiori comunque alle variazioni negative che caratterizzano le altre due vallate, comprendenti località collinari e di montagna; nello specifico, la Valmarecchia (-3,6% rispetto al 2015, -8,5% sul 2010) e la Valconca (-2,9% rispetto al 2015, -12,2% sul 2010).