In calo i matrimoni, boom unioni civili di coppie dello stesso sesso al Nord

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(Sesto Potere) – Roma – 19 febbraio 2021 – Nel 2019 sono stati celebrati in Italia 184.088 matrimoni, 11.690 in meno rispetto all’anno precedente (-6,0%). Il calo riguarda soprattutto i primi matrimoni. Scendono anche le seconde nozze o successive (-2,5%) ma aumenta la loro incidenza sul totale: ogni 5 celebrazioni almeno uno sposo è alle seconde nozze.

I dati – aggiornati al 2019 – sono dell’Istat.

Le percentuali più elevate di matrimoni con almeno uno sposo alle seconde nozze sul totale delle celebrazioni si osservano, nell’ordine, in Liguria (33,1%), Valle d’Aosta (32,3%), Friuli-Venezia Giulia (31,0%), Emilia-Romagna (29,4%) e Piemonte (29,0%). Le incidenze più basse si rilevano, invece, in Basilicata (7,9%), Calabria (9,4%) e Campania (10,0%), con percentuali più che dimezzate rispetto al valore medio nazionale. I matrimoni successivi al primo sono più diffusi laddove si registrano i tassi di divorzio più elevati, ovvero nelle regioni del Nord e del Centro.

I divorzi diminuiscono leggermente (85.349, -13,9% rispetto al 2016, anno di massimo relativo) dopo il boom dovuto agli effetti delle norme introdotte nel 2014 e nel 2015 che hanno semplificato e velocizzato le procedure.

Pressoché stabili le separazioni (97.474).
La quota di divorzi consensuali è del 70,1%, quasi la metà di questi sono extragiudiziali (26.920).

I primi matrimoni sono stati 146.150, nuovo minimo rispetto a quello già osservato nel 2017 (152.500). Erano 212 mila nel 2008. Il calo dei primi matrimoni è da mettere in relazione in parte con la progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio) che sono più che quadruplicate dal 1998-1999 al 2018-2019, passando
da circa 340 mila a 1 milione 370 mila. L’incremento dipende prevalentemente dalla crescita delle libere
unioni di celibi e nubili (da 150 mila a 834 mila circa).

Le libere unioni sono sempre più diffuse anche nel caso di famiglie con figli; l’incidenza di bambini nati
fuori del matrimonio è in continuo aumento: nel 2019 un nato su tre ha genitori non coniugati.

Un altro tratto distintivo dell’evoluzione della nuzialità è la crescita sostenuta delle nozze celebrate con il rito civile, passate dal 2,3% del 1970, al 36,7% del 2008 fino al 52,6% del 2019 (96.789 matrimoni celebrati con rito civile). I matrimoni con rito civile sono 2 su 3 al Nord e circa 1 su 3 al Sud.

Nel 2019 sono state celebrate 34.185 nozze con almeno uno sposo straniero, valore sempre in aumento negli ultimi 5 anni. Questa tipologia di matrimoni riguarda quasi due matrimoni su 10 (il 18,6% del totale dei matrimoni).

Fra i dati statistici da segnalare: più sposi stranieri al Centro e al Nord. La quota dei matrimoni con almeno uno sposo straniero è notoriamente più elevata nelle aree in cui è più stabile e radicato l’insediamento delle comunità straniere, cioè al Nord e al Centro. In queste due aree del Paese quasi un matrimonio su quattro ha almeno uno sposo straniero mentre nel Mezzogiorno questa tipologia di matrimoni è circa del 10%. A livello regionale in cima alla graduatoria vi sono la provincia autonoma di Bolzano (32,4%), la Toscana (28,1%), l’Umbria (26,8%) e la Lombardia (25,3%). Tutte le regioni del Mezzogiorno si trovano sotto la media nazionale

2.297 il numero di unioni tra partner dello stesso sesso nel 2019. Le unioni civili di coppie dello stesso sesso più diffuse nel Nord-ovest.
La Legge che ha introdotto in Italia l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso è entrata in vigore il Il 5 giugno 2016. Nel corso del secondo semestre 2016 si sono costituite 2.336 unioni civili, un numero particolarmente consistente che ha riguardato coppie da tempo in attesa di ufficializzare il proprio legame affettivo. Al boom iniziale ha fatto poi seguito un progressivo ridimensionamento.
Nel 2019 sono state costituite 2.297 unioni civili (tra coppie dello stesso sesso) presso gli Uffici di Stato civile dei comuni italiani. Queste si vanno a sommare a quelle già costituite nel corso del secondo semestre 2016 (2.336), e degli anni 2017 (4.376)vii e 2018 (2.808). Come atteso, dopo il picco registrato subito dopo l’entrata in vigore della nuova legge, il fenomeno si sta progressivamente stabilizzando. Il 37,9% delle unioni civili è nel Nord-ovest, seguito dal Centro (26,7%). Tra le regioni in testa si posiziona la Lombardia con il 24,5%, seguono Lazio (15,3%), Piemonte (9,6%), Emilia-Romagna (9,3%) e Toscana (8,8%). Ma considerando i tassi per 100mila residenti, il Lazio si colloca al primo posto (6,1 per 100mila), seguito da Lombardia (5,6), Toscana e Liguria (5,4).