(Sesto Potere) – Bologna – 12 settembre – Partite nella tarda primavera, si sono concluse le opere di sistemazione del reticolo di scolo della frana che, nove anni fa, aveva colpito le località di Cà di Griffo e Cà Mengoni al confine tra i comuni di Monghidoro San Benedetto Val di Sambro, nell’Appennino bolognese.

Con circa quattro mesi di lavori e un investimento della Regione di 100mila euro, sono stati ripresi e ripristinati fossi e rii alimentati da sorgenti, situati nel versante, con l’obiettivo di mantenere e migliorare la funzionalità degli scoli delle acque superficiali. I fossi e gli scoli a cielo aperto sono stati rivestiti e stabilizzati con pietrame locale.

Gli interventi sono stati realizzati dopo una serie approfondita di indagini geognostiche eseguite dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e Protezione civile, in collaborazione con il Dipartimento BiGea dell’Università di Bologna, che hanno permesso di riscostruire il modello geologico del versante interessato e definire il progetto. I primi lavori di rimodellamento e ripristino degli scoli principali erano stati realizzati nell’immediato dai Comuni colpiti.  

Risale all’aprile del 2013 la frana che si era staccata dal crinale del bacino del Savena e aveva completamente distrutto la viabilità locale e alcune abitazioni.

Si è trattato di un fenomeno di grandi dimensioni e profondità: nel giro di pochi giorni si è mobilizzata una massa stimata in circa 3 milioni di metri cubi di terreno, che ha travolto e abbattuto quattro edifici e costruzioni annesse, la viabilità di collegamento e una strada forestale totalmente asportata nella parte alta dello smottamento.

A titolo preventivo, è stato necessario lo sgombero di sei edifici: due in località Cà di Griffo e quattro in località Case Mengoni.