Imprese, generale rallentamento, ma performance positive in alcuni settori a Forlì, Cesena e Rimini

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(Sesto Potere) – Forlì – 21 dicembre 2019 – La Camera di commercio ha presentato, nella propria sede di Forlì, i dati economici pre-consuntivi del 2019 relativi al territorio Romagna, con focus sulle province di Forlì-Cesena e Rimini. All’incontro con i giornalisti era presente il Presidente dell’Ente Camerale, Alberto Zambianchi.

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Dai dati pre-consuntivi 2019 dell’Osservatorio economico camerale, elaborati dall’Ufficio Informazione economica dell’Ente, emerge che il sistema produttivo di riferimento della Camera della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini pur registrando un generale rallentamento dovuto ad uno scenario generale particolarmente complesso e incerto, sta mantenendo performance positive in alcuni settori. Aumentano, infatti, il volume d’affari nel comparto delle costruzioni e le vendite del commercio al dettaglio nella grande distribuzione, diminuisce l’incidenza delle sofferenze bancarie (sui prestiti totali), calano le ore di cassa integrazione e si consolida la crescita dell’export. Stabilità, infine, delle presenze turistiche rispetto ad un’annata precedente da record. Difficoltà si registrano, invece, per il composito settore agricolo e per la produzione nelle imprese manifatturiere. Si confermano inoltre una diffusa scarsa redditività e una dinamica dei prestiti bancari alle imprese ancora negativa.
Nel complesso, gli scenari, predisposti da Prometeia e aggiornati ad ottobre, indicano una crescita a consuntivo per il 2018 superiore a quella media regionale. Per il 2019 prevedono un incremento del valore aggiunto provinciale più contenuto rispetto alla variazione registrata nel 2018 ma in ripresa nel 2020.

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“Anche il sistema economico delle province di Forlì-Cesena e di Rimini risente dello scenario generale di incertezza e di rallentamento, ma si confermano comunque performance positive in alcuni settori e migliora la dinamica delle esportazioni rispetto a quanto rilevato nella prima parte dell’anno – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna –. In questo contesto, però, la Camera, nel suo ruolo di soggetto pubblico finalizzato al sostegno dello sviluppo del territorio, supporta concretamente il tessuto imprenditoriale con azioni strutturate e di tutela degli interessi generali del sistema economico e sociale. Dalla sua costituzione, tre anni fa, la Camera della Romagna eroga servizi ad elevato valore aggiunto indispensabili per le imprese: tutti finalizzati a migliorare la competitività e l’attrattività del Sistema Territoriale.
Va quindi ribadito che, in questi anni, seppure con un diritto annuale ridotto dalla legge di riforma, la Camera ha erogato quasi 1.100.000 euro di voucher alle imprese per la digitalizzazione, oltre 1.200.000 euro di contributi per la promozione del territorio e del turismo, oltre 400.000 euro di contributi per l’alternanza scuola-lavoro; quasi 580.000 euro di voucher erogati alle imprese per l’internazionalizzazione e 450.000 euro di contributi per fiere all’estero, oltre 1.700.000 euro di contributi a fondo perduto e in apporto al fondo rischi dei Confidi per il credito alle imprese. Senza dimenticare il buon andamento della “macchina istituzionale” che si può chiaramente desumere da alcuni dei principali macro indicatori: un bilancio in sostanziale equilibrio economico, la tempestività nei pagamenti che si attesta a 9,75 giorni prima della scadenza, il 78% di autofinanziamento della propria azienda Speciale CISE (in costante aumento: 67% nel 2013)”.

I dati aggiornati del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

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La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, che interessa le province di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie di oltre 3.240 kmq, comprende 55 Comuni con circa 734 mila abitanti (di cui l’11,0% stranieri). Nel 2018 la stima del valore aggiunto nominale (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 20,8 miliardi di euro (+2,3% sul 2017), mentre il valore aggiunto nominale pro capite ammonta a 28.427 euro.
Al 30/9/2019 risultano attive 88.676 localizzazioni (sedi e unità locali) di cui 71.079 sedi di impresa attive; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 97 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia).
I principali settori di attività economica del territorio Romagna (dati al 31/10/2019) sono quelli dei Servizi (26,2% del totale delle imprese attive), il Commercio (23,6%), le Costruzioni (14,7%), Agricoltura e pesca (12,6%), Alloggio e ristorazione (10,6%) e l’industria Manifatturiera (8,6%).
I numeri delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità).
In merito al mercato del lavoro, i tassi di occupazione e disoccupazione, rispettivamente 68,3% e 6,4% nel 2018, mostrano valori migliori dei dati nazionali ma peggiori di quelli regionali. Riguardo poi al sistema bancario, la propensione al credito del territorio Romagna (rapporto tra prestiti e depositi pari a 105,4) risulta maggiore di quella di Emilia-Romagna e Italia, così come più alta è la diffusione degli sportelli bancari (66 ogni 100 mila abitanti).
Nel complesso, le stime a consuntivo confermano una buona crescita del valore aggiunto nel 2018 su base annua (+1,7%), superiore alla Regione (+1,6%), che è al vertice per incremento a livello nazionale, e all’Italia (+0,9%). Per il 2019 si prevede un aumento più contenuto dello 0,3% (Emilia-Romagna +0,5%; Italia +0,2%) e dell’1,0% per il 2020 (Emilia-Romagna +1,1%; Italia +0,6%).

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