(Sesto Potere) – Roma – 26 novembre 2021 – Nel complesso, nonostante la crisi di origine sanitaria che ha caratterizzato il 2020, il territorio di Forlì, Cesena e Rimini conferma una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere sulle quali è importante sviluppare progettualità specifiche e innovative.
Un mix produttivo composito, nel quale ad un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo significativo del terziario tradizionale (commercio e turismo) e quello in evoluzione del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università e sanità).

La valutazione della validità dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi di questa area territoriale ha evidenziato  indicatori demografici lievemente inferiori alla media regionale ma nettamente superiori alla media nazionale. Il valore aggiunto procapite si conferma su buoni livelli, leggermente inferiore a quello regionale ma decisamente superiori a quello nazionale, la diminuzione del valore aggiunto totale rispetto al 2019 è stata superiore sia all’Emilia-Romagna che all’Italia. E l’imprenditorialità si presenta maggiormente diffusa rispetto alla regione e all’Italia.

Questo emerge dal Report “I numeri dell’economia 2020” curato dalla Camera di commercio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) che fornisce un quadro strutturale sintetico di questa gran parte del territorio Romagnolo (manca l’area di Ravenna).

Zambianchi

“Il posizionamento statistico dei nostri Territori, rispetto alla media regionale e a quella media nazionale dipende da fattori strutturali storici e in buona parte noti e consolidati – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio della Romagna – . Sui nostri punti di forza e sulle nostre criticità la Camera di commercio della Romagna è da sempre al lavoro, con strategie di medio periodo e iniziative mirate a migliorare la competitività del territorio e delle imprese, con una vision orientata allo sviluppo, alla sostenibilità e alla coesione; azioni che la crisi attuale, di origine sanitaria, non ha rallentato, fatti salvi certi effetti direttamente connessi ai lockdown.”

I principali ambiti di osservazione

Demografia: nel 2020 la popolazione residente nel territorio Romagna (province di Forlì-Cesena e di Rimini) pari a 729 mila abitanti risulta diminuita (-0,4%) in misura simile a quanto osservato in regione (-0,4%) e decisamente inferiore rispetto all’Italia (-0,6%). Il tasso migratorio netto (4,9), che sintetizza l’attrattività, è leggermente superiore a quello regionale (4,8) e decisamente superiore a quello nazionale (1,5). L’incidenza degli stranieri residenti sulla popolazione totale è pari al 10,9%, dato compreso tra la media regionale (12,1%) e quella nazionale (8,5%). L’indice di vecchiaia risulta in aumento rispetto al periodo precedente: nell’aggregato Romagna (188,6) rimane però più contenuto di quello medio regionale (190,0) ma superiore a quello nazionale (183,3). L’indice di dipendenza o carico sociale (58,4%) in linea con il dato regionale (58,5%) ma superiore a quello nazionale (56,8%).

Ricchezza: in base alle stime dell’Istituto Tagliacarne, il valore aggiunto (a prezzi base e correnti) del territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) nel 2020 è pari a circa 19,4 miliardi di euro, con una diminuzione pari al -8,2% rispetto al dato del 2019 (Emilia-Romagna -7,3%, Italia -7,2%). Il 46,0% del valore aggiunto totale è creato dal settore dei servizi, il 26,5% dal commercio, trasporti e turismo, il 20,1% dall’industria, il 4,5% dalle costruzioni e il 3,0% dall’agricoltura.

Il valore aggiunto pro capite del 2020 (26.627 euro) è inferiore a quello medio regionale (30.610) ma superiore a quello nazionale (25.074).

Imprenditorialità: l’imprenditorialità si presenta maggiormente diffusa (96,6 imprese ogni 1.000 abitanti) rispetto alla regione (89,5) e all’Italia (86,9). Con 70.431 imprese attive al 31/12/2020, la Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) rappresenta il 17,7% del totale delle imprese regionali attive.

La dimensione media delle imprese attive (3,9 addetti per impresa) è compresa tra la media regionale (4,2) e il dato nazionale (3,7).
Il 21,2% delle imprese dell’aggregato Romagna è classificato come “femminile” (Emilia-Romagna 21,2%, Italia 22,6%). Le imprese classificate come “straniere” sono l’11,4% del totale (Emilia-Romagna 12,7%, Italia 10,9%). L’incidenza delle imprese “giovanili” sul totale delle imprese attive è pari al 6,7% (Emilia-Romagna 7,2%, Italia 9,2%).
Le società di capitale costituiscono il 20,1% del totale delle imprese attive, le società di persone il 22,8%, le ditte individuali il 54,8% e le “altre forme giuridiche” il 2,3%.