(Sesto Potere) – Forlì – 5 maggio 2022 – Gli ultimi scenari previsionali di Prometeia – Unioncamere Emilia-Romagna (aprile 2022), pur mostrando stime con variazioni in terreno positivo per valore aggiunto ed esportazioni, risentono di un deciso ridimensionamento rispetto a quanto previsto ad inizio anno.

Criticità, quali l’incertezza e il livello di rischio nello scenario generale, il forte rincaro dei costi energetici e la crescita dell’inflazione, associati all’aumento dei prezzi e alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, aggravate dal conflitto in Ucraina, e di reperimento di determinate figure professionali stanno determinando una frenata della ripresa dell’economia a tutti i livelli e, di conseguenza, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e di Rimini).

portone sede cdc forlì

Nel 2022 la variazione del valore aggiunto del nostro territorio è stimata complessivamente leggermente più contenuta della media regionale e appena più sostenuta rispetto a quella nazionale.

“La guerra in Ucraina, insieme all’emergenza pandemica non definitivamente risolta, frenano l’economia europea e in particolare quella italiana. Il rincaro di energia e la carenza di altre materie prime, contribuiscono ad aggravare lo scenario nel nostro Paese, dove, peggiorano tutti gli indicatori per l’industria, i servizi sono in stallo e la dinamica delle esportazioni è attesa debole. Nell’Eurozona, inoltre, pesano incertezza e sfiducia e i tassi di interesse a lungo termine sono in rialzo, intanto gli USA risentono dell’inflazione, anche se partono bene nel 2022, e il Covid penalizza la Cina, che rallenta – commenta Roberto Albonetti, nella foto in alto, Segretario generale della Camera di commercio della Romagna –. In questo contesto, molte delle sfide che, anche nel nostro territorio, abbiamo davanti non possono essere risolte solo a livello locale”.

“L’economia emiliano-romagnola è fortemente interconnessa con le dinamiche nazionali, europee e internazionali, sia che si parli di attrattività turistica, sia che si pensi al ruolo dell’export. Tuttavia, il fatto di essere immersi in dinamiche geopolitiche complesse non riduce la responsabilità e il ruolo che ognuno di noi è chiamato a svolgere a livello territoriale. Tutto il contrario, ogni cambiamento inizia dalla responsabilità personale. Tutti abbiamo davanti la sfida di ripensare i modelli che si erano consolidati nel passato per rispondere ai nuovi bisogni che sono emersi o che gli avvenimenti degli ultimi anni e degli ultimi mesi hanno accelerato. A questo sono chiamate le Istituzioni tutte, nazionali e locali. In particolare, come Camera di commercio, in stretta collaborazione con le associazioni di categoria e con i diversi corpi intermedi, abbiamo il compito di svolgere il ruolo di agenzia per lo sviluppo territoriale e per questo ci impegniamo”: conclude il Segretario generale della Camera di commercio della Romagna.

I dati del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

modal-hover-opacity

I dati di previsione per il 2022 (Scenari Prometeia, aprile 2022) per il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) rilevano un incremento del valore aggiunto pari al 2,3%, con un calo di ben 1,8 punti percentuali rispetto all’aumento previsto lo scorso gennaio (+4,1%), leggermente inferiore al dato regionale (+2,4%) e appena superiore a quello nazionale (+2,2%). Il 2021, nel complesso, viene archiviato con una crescita del 6,0%.

L’espansione della ricchezza stimata nel 2022 è rilevante per le Costruzioni (+9,2%), grazie agli incentivi previsti per il settore, ma coinvolge anche i Servizi (+2,6%); stabile l’Agricoltura (+0,2%); in leggera diminuzione, invece, il valore aggiunto nel Manifatturiero (-0,2%).

Anche l’export per il 2022 è previsto in crescita (+3,7%), ma qui il ridimensionamento risulta essere maggiore di quello che ha caratterizzato il valore aggiunto: -5,9 punti percentuali, infatti, rispetto alle stime di inizio anno (+9,6%). In tale contesto, comunque, la dinamica delle esportazioni dovrebbe essere migliore dell’incremento regionale (+3,4%) e nazionale (+3,3%).

Stimati in aumento anche i redditi delle famiglie (+3,8% rispetto al +4,1% stimato precedentemente), con un trend analogo a quello regionale e apena superiore al dato nazionale (+3,6%), mentre il valore aggiunto per residente (pari a 27.500 euro) risulta maggiore di quello dell’Italia (26.200 euro) ma più contenuto rispetto a quello dell’Emilia-Romagna (31.800 euro).

Sul fronte del mercato del lavoro, il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), nel 2022, sarà caratterizzato da tassi di attività e di occupazione (rispettivamente, 71,6% e 66,7%) migliori del contesto nazionale (nell’ordine, 65,3% e 58,8%) ma peggiori dello scenario regionale (73,0% e 69,0%); stesso discorso per il tasso di disoccupazione previsto (6,7%), in crescita rispetto al 2021 (6,3%) (nel 2022, Emilia-Romagna: 5,6%, Italia: 9,9%).

La produttività per addetto (63.200 euro), infine, è stimata per il 2022 ancora inferiore ai territori di riferimento (70.600 euro in Emilia-Romagna, 68.000 euro in Italia).